Sul senso di colpa e del criterio.
L'elemosina e' quslcosa che mi rende matta, nel senso che non so cosa fare.
Mi fa ammattire, mi incattivisce.
Tutto parte dal senso di colpa, perche' mi dico:
- dai a chiunque chiede
- l'elemosina copre una moltitudine di peccati
- non trascura di fare l'elemosina
....
Insomma, nel privarsi del proprio per dare all'altro c'e' gratitudine a Dio, partecipazione alla Sua compassione, riconoscermi uno con il fratello.
Bene, ma se io vedo che l'altro ha fatto un business del fare l'elemosina?
Che lo fa facendo leva sul mio buon cuore italiano?
Che lo fa facendo leva sul mio cattolicesimo mal vissuto, quindi pieno di sensi di colpa tra il dovere (la Legge!!) e la liberta' di figlia di Dio???
Vivo pienamente l'ingiustiza, ecco cosa vivo.
Ma non sapendo come incanalare al meglio questa emozione, che di per se' non e' ne buona ne' cattiva, mi segnala solo un'ingiustizia, al solito mi degrado, facendo quello che so fare meglio, quello che ho sempre fatto.
Di fronte a questa situazione e di fronte all'emozione che mi segnala il senso di ingiustizia,
reagisco incattivendomi.
Sul dire no e tentando, molte volte, di fare la paternale al malcapitato tentatore.
Pero' non mi do' pace, perche' mi rimane il senso di colpa.
Ed il circolo vizioso si stringe, perche' diventa oggetto di caduta, in ogni occasione, con sensazioni sempre piu' negative.
Finalmente, oggi (oh, la magnifica bellezza del presente!!!), una possibile soluzione,
l'opportunita' di provare ad agire - cioe' far attendere la reazione, che non voglio, fino a quando non provo l'azione, che voglio - in maniera diversa....
Darmi un criterio di valutazione, che sia mio, in base a come sono, cosa sono, quanta e' la mia elemosina giornaliera, come/dove/in che forma consegnarla, dove vivo, chi incontro, ed in base a quello agire. Ovviamente definito, ma non rigido.
Questo portera' a fare per 1? Sicuro capitera' di dover scegliere tra 2.
Ma io non sono l'Onnipotente, lo e' Lui.
Dove non arrivo io, lascio a Lui la preoccupazione, avra' gia' stabilito chi si deve occupare dell'altro, muovendo il suo cuore durante l'incontro che avvera' dopo il mio passaggio.
Quindi:
- senso di colpa arginato con il criterio, ovviamente da rendere elemento vivo, modificabile, correggibile, ampliabile, felssibile, insomma, un criterio umano da affidare a Gesu'.
- il senso di fallimento, proprio del non poter soddisfare i bisogni del mondo, con la fiducia nell'onnipotenza di Dio. Ci pensa Lui e posso stare tranquilla: non sono io!!! :-)
Riflessioni stra-personali sul mio cammino di conversione. Nessuno nasce imparato, io no di certo. Quindi pregando, camminando, ascoltando, leggendo, meditando, osservando, cerco di imparare. Anzi: cerco di disimparare me ed il mondo, per abbandonarmi alla meraviglia dell'invisibile.
giovedì 1 maggio 2014
mercoledì 30 aprile 2014
Sono qui
Gesu' sono qui, per Te.
Perche' ti amo.
Perche' so che sei vivo, mi vedi e mi ascolti.
E che sei nascosto nel Santissimo Sacramento.
Percio' eccomi, per Te.
A farti compagnia.
Per dirti grazie.
Da parte mia e di tutti.
Anche da parte di quelli che non ti amano.
La maggior parte, sai, non ti conoscono.
Per cui accetta il mio grazie anche da parte loro e, se vorrai, insisti perche' ti conoscano.
Sono qui anche per dirti che mi dispiace.
Perche' se qualcuno dei miei non ti ama e' perche' non ho saputo portare Te a loro.
E mi dispiace, mi viene da piangere se ci penso.
Pero' sono qui, perche' ti amo.
Sono qui ora, adesso, il dopo e quello che verra' e' nelle Tue mani.
Sono qui Gesu', per te.
Perche' ti amo.
Perche' so che sei vivo, mi vedi e mi ascolti.
E che sei nascosto nel Santissimo Sacramento.
Percio' eccomi, per Te.
A farti compagnia.
Per dirti grazie.
Da parte mia e di tutti.
Anche da parte di quelli che non ti amano.
La maggior parte, sai, non ti conoscono.
Per cui accetta il mio grazie anche da parte loro e, se vorrai, insisti perche' ti conoscano.
Sono qui anche per dirti che mi dispiace.
Perche' se qualcuno dei miei non ti ama e' perche' non ho saputo portare Te a loro.
E mi dispiace, mi viene da piangere se ci penso.
Pero' sono qui, perche' ti amo.
Sono qui ora, adesso, il dopo e quello che verra' e' nelle Tue mani.
Sono qui Gesu', per te.
La pietra angolare
Io sono rancorosa o, meglio, ingenua nel mio essere senza prudenza e nel dare grande fiducia, confidenza, stima a tutti, senza prima farne esperienza "convalidante", per poi far cadere dal pero senza appello.
Sto vivendo questo con il mio "capo".
Ammetto che ho dei problemi di prurito nei confronti dell'autorita', ma forse e' meglio dire che ho dei problemi con l'autorita' quando questa non e' all'altezza del suo ruolo.
Detto cosi' potrebbe apparire lecito, diciamo che giudico un po' troppo secondo i miei parametri, piuttosto che rispetto a parametri oggettivi.... (e qui ritorna la sensatezza fondamentale di avere un metro di giudizio, un termine di paragone, indipendente, invariante rispetto ai miei - o di chichessia - mal di pancia passeggeri).
Stamattina ecco un'altro di questi scatti di ribellione all'autorita', anche se solo vissuto nel mio stomaco.
Un mal di pancia che sta facendo a pugni con la mia volonta' di star serena e di essere positiva.
Allora ho pensato: Gesu' e' morto per salvare me e tutti, non me e gli altri fa nulla.
Anzi, ai Suoi occhi e' grande chi ritiene l'altro importante quanto se'.... che non accetta di essere salvato senza portare l'altro, il peccatore, con se' (Parola della Croce)
E, allora, forse, la chiave di volta, il punto di vista oggettivo, esterno, indipendente, invariante, e' vivere la compassione di Gesu', di Dio, per l'anima umana, capolavoro della creazione visibile.
Compassione per ogni anima, per tutte le anime.
Il riuscire ad entrare nel Suo progetto, nella Sua volonta' di costituirci a Sua immagine e somiglianza, anche nella nostra liberta', potenza culmine dell'anima.
Potenza oggi corrotta, oscurata, ingabbiata, malata, incancrenita.
E poi vivere il dolore della mancanza di relazione in Gesu' con la Trinita' Beata, fondamento della nostra vita vera ed eterna.
Se io riesco ad immaginare questo per me ed a dispiacermi per le offese fatte a Dio, che corrispondono alla mia morte, scelta e consapevole nel rifiuto o nella non retta conoscenza di Lui,
perche' non posso compassionarmi e dispiacermi per gli alti a me prossimi, quando noto una vita sbagliata, una vita storta, pensieri erronei che corrispondono ad una non accettazine del Risorto nella propria vita??
Perche' il riconoscermi frutto di una storia sbagliata per colpa mia e di altri, oltre che oggetto di una chiamata alla fede, di cui ancora non mi capacito e di cui non smetto ancora di ringraziare il mio misterioso benefattore, non potrebbe essere il trampolino per rendermi conto dell'offesa che quell'anima fa al Cuore di Gesu', oltre all'offesa che gli faccio io -cosi' beneficata - giudicando e non compassionando?
Dovrei iniziare a pregare per la conversione del mio prossimo, davvero.
Cio' che manca e' Lui, Lui che vuole essere tutto in tutti, Lui che puo' esserLo, ma attende la nostra collaborazione.
Forse vivere di compassione cambia.
La compassione di riconoscere che molti non sanno di essere oggetto di un amore folle.
La compassione per l'Amante rifiutato.
La compassione per l'amato abbindolato.
La preghiera perche' il velo dell'errore venga strappato.
Sto vivendo questo con il mio "capo".
Ammetto che ho dei problemi di prurito nei confronti dell'autorita', ma forse e' meglio dire che ho dei problemi con l'autorita' quando questa non e' all'altezza del suo ruolo.
Detto cosi' potrebbe apparire lecito, diciamo che giudico un po' troppo secondo i miei parametri, piuttosto che rispetto a parametri oggettivi.... (e qui ritorna la sensatezza fondamentale di avere un metro di giudizio, un termine di paragone, indipendente, invariante rispetto ai miei - o di chichessia - mal di pancia passeggeri).
Stamattina ecco un'altro di questi scatti di ribellione all'autorita', anche se solo vissuto nel mio stomaco.
Un mal di pancia che sta facendo a pugni con la mia volonta' di star serena e di essere positiva.
Allora ho pensato: Gesu' e' morto per salvare me e tutti, non me e gli altri fa nulla.
Anzi, ai Suoi occhi e' grande chi ritiene l'altro importante quanto se'.... che non accetta di essere salvato senza portare l'altro, il peccatore, con se' (Parola della Croce)
E, allora, forse, la chiave di volta, il punto di vista oggettivo, esterno, indipendente, invariante, e' vivere la compassione di Gesu', di Dio, per l'anima umana, capolavoro della creazione visibile.
Compassione per ogni anima, per tutte le anime.
Il riuscire ad entrare nel Suo progetto, nella Sua volonta' di costituirci a Sua immagine e somiglianza, anche nella nostra liberta', potenza culmine dell'anima.
Potenza oggi corrotta, oscurata, ingabbiata, malata, incancrenita.
E poi vivere il dolore della mancanza di relazione in Gesu' con la Trinita' Beata, fondamento della nostra vita vera ed eterna.
Se io riesco ad immaginare questo per me ed a dispiacermi per le offese fatte a Dio, che corrispondono alla mia morte, scelta e consapevole nel rifiuto o nella non retta conoscenza di Lui,
perche' non posso compassionarmi e dispiacermi per gli alti a me prossimi, quando noto una vita sbagliata, una vita storta, pensieri erronei che corrispondono ad una non accettazine del Risorto nella propria vita??
Perche' il riconoscermi frutto di una storia sbagliata per colpa mia e di altri, oltre che oggetto di una chiamata alla fede, di cui ancora non mi capacito e di cui non smetto ancora di ringraziare il mio misterioso benefattore, non potrebbe essere il trampolino per rendermi conto dell'offesa che quell'anima fa al Cuore di Gesu', oltre all'offesa che gli faccio io -cosi' beneficata - giudicando e non compassionando?
Dovrei iniziare a pregare per la conversione del mio prossimo, davvero.
Cio' che manca e' Lui, Lui che vuole essere tutto in tutti, Lui che puo' esserLo, ma attende la nostra collaborazione.
Forse vivere di compassione cambia.
La compassione di riconoscere che molti non sanno di essere oggetto di un amore folle.
La compassione per l'Amante rifiutato.
La compassione per l'amato abbindolato.
La preghiera perche' il velo dell'errore venga strappato.
martedì 29 aprile 2014
Vane parole
Sono cresciuta parlando poco, osservando molto.
Mi sono sempre sentita fuori dal gruppo in famiglia, inadeguata fuori casa.
Poi, a un certo punto, ho iniziato a parlare, tanto, troppo, a tutti.
Senza prudenza nel valutare a chi parlavo e di cosa parlavo.
Senza intelligenza nell'approfondire cio' che dicevo, nello starci in cio' che dicevo, fino a svelare il limite.
In fondo, mi e' sempre piaciuto sentirmi intelligente e ho sempre goduto nell'esternare questa mia consapevolezza del sapere: ma con prevaricazione, senza valutare l'effettiva congruita', veridicita', profondita', sapienza del mio dire.
E, soprattutto, senza mantenere un unico interlocutore per queste mie "esternazioni", senza avere la capacita', il coraggio, la fatica di creare un amicizia.
Un'amicizia di quelle che ti pongono il limite, te lo mostrano, ti fanno da argine allo straripare del tuo io.
Proprio no, mai avute.
Quindi ho sempre vaneggiato. Inutile girarci intorno.
Io vaneggio.
Allora, oggi, pensando a questa mia aberrazione caratteriale, pensavo...
Gesu' mio, ma se io sono abominevole ai tuoi occhi per la quantita' di vane parole che pronuncio,
e me ne accorgo, se - oltre a fare il proposito di controllarmi, di renderlo evidente a me e a Te, che gia' tutto sai, oltre ad implorare il tuo aiuto, tu che sei Onnipotente e potresti rendermi prudente con un solo Tuo sguardo - desidero fare qualcosa per Te, cosa posso fare?
Pensavo....Pensavo...
Ho pensato: penso troppo, cio' che e' ammalato, oltre il pensiero, e' la mia carne.
Io non solo parlo non pensando, ma faccio proprio andare a sproposito la lingua...
Quindi: pregare ad alta voce, facendo andare la lingua.
Curare la carne, la lingua che dice cose vane, con la carne, la lingua che dice cose vere.
Mi pare una bella conclusione.
Proviamo.
Mi sono sempre sentita fuori dal gruppo in famiglia, inadeguata fuori casa.
Poi, a un certo punto, ho iniziato a parlare, tanto, troppo, a tutti.
Senza prudenza nel valutare a chi parlavo e di cosa parlavo.
Senza intelligenza nell'approfondire cio' che dicevo, nello starci in cio' che dicevo, fino a svelare il limite.
In fondo, mi e' sempre piaciuto sentirmi intelligente e ho sempre goduto nell'esternare questa mia consapevolezza del sapere: ma con prevaricazione, senza valutare l'effettiva congruita', veridicita', profondita', sapienza del mio dire.
E, soprattutto, senza mantenere un unico interlocutore per queste mie "esternazioni", senza avere la capacita', il coraggio, la fatica di creare un amicizia.
Un'amicizia di quelle che ti pongono il limite, te lo mostrano, ti fanno da argine allo straripare del tuo io.
Proprio no, mai avute.
Quindi ho sempre vaneggiato. Inutile girarci intorno.
Io vaneggio.
Allora, oggi, pensando a questa mia aberrazione caratteriale, pensavo...
Gesu' mio, ma se io sono abominevole ai tuoi occhi per la quantita' di vane parole che pronuncio,
e me ne accorgo, se - oltre a fare il proposito di controllarmi, di renderlo evidente a me e a Te, che gia' tutto sai, oltre ad implorare il tuo aiuto, tu che sei Onnipotente e potresti rendermi prudente con un solo Tuo sguardo - desidero fare qualcosa per Te, cosa posso fare?
Pensavo....Pensavo...
Ho pensato: penso troppo, cio' che e' ammalato, oltre il pensiero, e' la mia carne.
Io non solo parlo non pensando, ma faccio proprio andare a sproposito la lingua...
Quindi: pregare ad alta voce, facendo andare la lingua.
Curare la carne, la lingua che dice cose vane, con la carne, la lingua che dice cose vere.
Mi pare una bella conclusione.
Proviamo.
lunedì 28 aprile 2014
Trasformazione
....
La terra comprende i tre regni: il minerale, il vegetale, l'animale. Sembra esserci in natura una spinta verso l'alto: i minerali tendono a trasformarsi in vegetali; i vegetali a trasformarsi in animali; gli animali a trasformarsi in uomini. Questa è la tesi cara all'evoluzionismo. Ma in effetti, come facevamo rilevare nel Senso dell'esistenza, le cose stanno esattamente al contrario.
In natura la tendenza è a scendere, ossia a morire e a ritornare polvere. Non è l'inferiore che sale verso il superiore, ma è il superiore che scende, assume l'inferiore, l'assimila e l'innalza.
Cosí i vegetali assorbono i minerali, li assimilano e li trasformano in sé: gli animali mangiano i vegetali, li assimilano e li trasformano in sé; gli uomini mangiano i vegetali e gli animali, li assimilano e li trasformano in sé.
Altrettanto fa Gesú con gli uomini: mediante l'Eucarestia assorbe gli uomini, li assimila e li trasforma in sé, ossia nel suo Corpo Mistico. Tutti coloro che non vengono assorbiti restano nello stato di natura in cui si trovano. Tutti gli elementi che vengono assorbiti ma non assimilati, diventano sterco e vanno a finire nella fogna. Ugualmente gli uomini che non vengono assorbiti da Cristo restano nello stato di natura e non possono far parte del Corpo Mistico; tutti gli uomini che non amano non vengono assimilati da Cristo e vanno a finire nella fogna dell'universo, che è l'inferno; « perché chi non ama rimane nella morte » (Gv. 3,14).
....
(Estratto da http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/l'ultima%20battaglia.htm)
Mormorazione
Gesu' a Madre Speranza:
c'e' un vizio che rende ABOMINEVOLE (ommammmmmamia!!!) chi lo compie...
questo vizio e' la mormorazione.
Lo confesso: sono pettegola, curiosa, maldicente, invidiosa...
anche se non ho mai detto il male falsamente... vabbe', mi sembra conti nulla
Ma tu, Signore Gesu', sei l'Onnipotente, vero?
Nascondimi nelle tue piaghe... vinci tu, in me, questa malattia: da sola, non vado da nessuna parte!!!
c'e' un vizio che rende ABOMINEVOLE (ommammmmmamia!!!) chi lo compie...
questo vizio e' la mormorazione.
Lo confesso: sono pettegola, curiosa, maldicente, invidiosa...
anche se non ho mai detto il male falsamente... vabbe', mi sembra conti nulla
Ma tu, Signore Gesu', sei l'Onnipotente, vero?
Nascondimi nelle tue piaghe... vinci tu, in me, questa malattia: da sola, non vado da nessuna parte!!!
Poni, Signore, una guardia alla mia bocca, una sentinella alla porta delle mie labbra. (Salmo 141, 3)
A una donna che si accusava di frequenti maldicenze, San Filippo Neri domandò: "Vi capita proprio spesso di sparlare così del prossimo?".
Molto spesso, Padre", rispose la donna.
"Figliola, il vostro errore è grande. E' necessario che ne facciate penitenza. Ecco cosa farete: uccidete una gallina e portatemela subito, spennandola lungo la strada da casa vostra fin qui".
La donna ubbidì, e si presentò al santo con la gallina spiumata.
"Ora", le disse Filippo, "ritornate per le strade attraversate e raccogliete ad una ad una le penne della gallina...".
"Ma è impossibile, Padre", ribattè la donna; "col vento che tira oggi non si troveranno più".
"Lo so anch'io", concluse il santo, "ma ho voluto farvi comprendere che se non potete raccogliere le penne di una gallina sparpagliate dal vento, come potrete riparare a tutte le maldicenze gettate in mezzo alla gente, a danno del vostro prossimo?".
domenica 27 aprile 2014
Il "peso" di una giornata
Ci sono giorni diversi dagli altri.
Accadono cose che ti riempiono, che ti rendono una "palla" di felicita', che ti stabilizzano nel fluire degli eventi, che rendono nuove tutte le cose.
Oggi ho fatto mio l'atto di S.Teresa di Lisieux.
L'ho ripetuto, l'ho volontariamente recitato: voglio amarLo sempre e comunque.
E ho fatto mio, accettandolo, il dono della Divina Misericordia, credendo nell'amore forte, compassionevole, tenero, di fuoco, di Gesu'.
E lascio fare a Lui.
Lui che ha pagato per me la Giustizia e mi dona la Sua Misericordia.
Ed, oggi, in un eccesso "da Dio", brillante ed esagerato come solo Lui puo' essere,
mi fa dono, se ci credo e mi accosto con piena fiducia a Lui, confidando in Lui,
anche della remissione delle pene.
Oggi sono una bimba, e scoppio di gioia nella mia "canizie".
Ho detto a Dio: senza di Te alcun bene non ho, custodiscimi
Magnifica e' la mia eredita'
Benedetto sei Tu, sempre sei con me
Custodiscimi, mia forza sei Tu
Custodiscimi, mia gioia Gesu'
Ti pongo sempre innanzi a me, al sicuro saro', mai vacillero'
Via, Verita' e Vita sei,
mio Dio credo che Tu mi guiderai
Custodiscimi, mia forza sei Tu
Custodiscimi, mia gioia Gesu'
Accadono cose che ti riempiono, che ti rendono una "palla" di felicita', che ti stabilizzano nel fluire degli eventi, che rendono nuove tutte le cose.
Oggi ho fatto mio l'atto di S.Teresa di Lisieux.
L'ho ripetuto, l'ho volontariamente recitato: voglio amarLo sempre e comunque.
E ho fatto mio, accettandolo, il dono della Divina Misericordia, credendo nell'amore forte, compassionevole, tenero, di fuoco, di Gesu'.
E lascio fare a Lui.
Lui che ha pagato per me la Giustizia e mi dona la Sua Misericordia.
Ed, oggi, in un eccesso "da Dio", brillante ed esagerato come solo Lui puo' essere,
mi fa dono, se ci credo e mi accosto con piena fiducia a Lui, confidando in Lui,
anche della remissione delle pene.
Oggi sono una bimba, e scoppio di gioia nella mia "canizie".
Ho detto a Dio: senza di Te alcun bene non ho, custodiscimi
Magnifica e' la mia eredita'
Benedetto sei Tu, sempre sei con me
Custodiscimi, mia forza sei Tu
Custodiscimi, mia gioia Gesu'
Ti pongo sempre innanzi a me, al sicuro saro', mai vacillero'
Via, Verita' e Vita sei,
mio Dio credo che Tu mi guiderai
Custodiscimi, mia forza sei Tu
Custodiscimi, mia gioia Gesu'
sabato 26 aprile 2014
Se non credo, vacillo.
Se non credo, vacillo.
Ogni alito di vento puo' farmi cadere.
Ogni parola, ogni dottrina, ogni testimonianza.
Devo decidere, con forza, con coscienza, con saldezza, in cosa credere.
E, su quanto credo, fondarmi, costruirmi.
Fondare la costruzione della mia persona sulla roccia.
Anche perche' io sono nata per morire.
E questo e' un dato di fatto.
Aggiungo, per quanto mi compete, che probabilmente non ho mai vissuto.
Anche ora, che sono ancora al di qua dell'ora stabilita per la mia morte.
Dove per vita intendo proprio l'ansia di vita, lo stupore, la meraviglia, l'allegria, il dire grazie, la riconoscenza, il godere, la compagnia, l'amore, l'amicizia, il movimento, la danza, il canto....
In relazione a queste caratteristiche, che noto in mia nipotina, quindi non ancora "macchiata" da filtri, confini, pregiudizi, sensi di colpa, .... io, oggi, mi sento in grave difetto.
Quindi se queste sono le caratteristiche di vita elementari, quindi positive, quindi amate da Dio, che ama l'uomo nella sua carna, fino all'incarnazione dell'Unigenito... Beh, io sono un cadavere che cammina.
E, oggi, in questa nona giornata della novena alla Divina Misericordia, mi sento tirata dentro per la collottola nella definzione di anime tiepide.
Ma se io sono morta comunque, non e' molto piu' interessante provare a gareggiare per la vita?
L'unica novita' vera potrebbe essere "avere il nome scritto tra quelli che abiteranno in Gerusalemme per sempre".
Troppe cose luccicano, troppe cose attirano il mio sguardo, troppe teorie influenzano la mia coscienza malata, tutte cose che cantano il loro canto mortale.
Ed io, che sono ascolto, che -in fondo- sono orecchio, la mia essenza di essere umano e' ascoltare,
per cui tutto, tutto, tutto, diventa parola in me, che mi muove in una direzione o nell'altra, verso Dio o lontano da Lui, dovrei -come lavoro fondamentale - sapere, riconoscere cosa ascolto.
Avere prudenza nella valutazione, pazienza, coraggio nella franchezza del mio vivere.
Ti amo Gesu', ma qui e' un disastro.
Io posso solo darti i miei desideri e le mie parole vuote.
Nella tua immensa Misericorda, abbia pieta' di me peccatrice.
Il mio limite circondato da Te, mio amante ed amato Bene.
Tu sei vivo, Tu mi sei accanto, Tu mi guidi, Tu mi accompagni.
In questo credo.
Tu mi ami, Tu non mi eviti il dolore, Tu mi prometti che oltre al dolore, alla morte, Tu ci sei.
In questo credo.
Tu che sei Bellezza, Tu che sei a me invisibile, Tu che tutto fai vivere.
In questo credo.
Tu che sei Vita, Tu che mi doni la Vita.
In questo credo.
E da qui ricomincio, oggi, adesso, ora.
Perche' se non credo, se non mi fondo, adesso che mi riposo su prati erbosi,
Come potro' credere, rimanere ancorata, quando saro' in una valle oscura?
Quando tireranno venti di tempesta, quando il cielo sara' oscurato, come potro' rimanere fondata se la testimonianza dell'esistenza del mondo invisibile non sara' ormai carne in me?
Non so dove ho letto che la buona educazione e' l'unica cosa che rimane anche quando sei privato di tutto.... Bene, sia questa la mia buona educazione.
Allenamento, fatica, costanza, memoria, prova. Per la mia Buona Educazione.
Amen.
Da Isaia:
Se non crederai, non resterai saldo
Il Signore degli Eserciti, lui solo ritenete santo.
Egli sia l'oggetto del vostro timore, della vostra paura
Attenetevi all'insegnamento, alla testimonianza.
Ogni alito di vento puo' farmi cadere.
Ogni parola, ogni dottrina, ogni testimonianza.
Devo decidere, con forza, con coscienza, con saldezza, in cosa credere.
E, su quanto credo, fondarmi, costruirmi.
Fondare la costruzione della mia persona sulla roccia.
Anche perche' io sono nata per morire.
E questo e' un dato di fatto.
Aggiungo, per quanto mi compete, che probabilmente non ho mai vissuto.
Anche ora, che sono ancora al di qua dell'ora stabilita per la mia morte.
Dove per vita intendo proprio l'ansia di vita, lo stupore, la meraviglia, l'allegria, il dire grazie, la riconoscenza, il godere, la compagnia, l'amore, l'amicizia, il movimento, la danza, il canto....
In relazione a queste caratteristiche, che noto in mia nipotina, quindi non ancora "macchiata" da filtri, confini, pregiudizi, sensi di colpa, .... io, oggi, mi sento in grave difetto.
Quindi se queste sono le caratteristiche di vita elementari, quindi positive, quindi amate da Dio, che ama l'uomo nella sua carna, fino all'incarnazione dell'Unigenito... Beh, io sono un cadavere che cammina.
E, oggi, in questa nona giornata della novena alla Divina Misericordia, mi sento tirata dentro per la collottola nella definzione di anime tiepide.
Ma se io sono morta comunque, non e' molto piu' interessante provare a gareggiare per la vita?
L'unica novita' vera potrebbe essere "avere il nome scritto tra quelli che abiteranno in Gerusalemme per sempre".
Troppe cose luccicano, troppe cose attirano il mio sguardo, troppe teorie influenzano la mia coscienza malata, tutte cose che cantano il loro canto mortale.
Ed io, che sono ascolto, che -in fondo- sono orecchio, la mia essenza di essere umano e' ascoltare,
per cui tutto, tutto, tutto, diventa parola in me, che mi muove in una direzione o nell'altra, verso Dio o lontano da Lui, dovrei -come lavoro fondamentale - sapere, riconoscere cosa ascolto.
Avere prudenza nella valutazione, pazienza, coraggio nella franchezza del mio vivere.
Ti amo Gesu', ma qui e' un disastro.
Io posso solo darti i miei desideri e le mie parole vuote.
Nella tua immensa Misericorda, abbia pieta' di me peccatrice.
Il mio limite circondato da Te, mio amante ed amato Bene.
Tu sei vivo, Tu mi sei accanto, Tu mi guidi, Tu mi accompagni.
In questo credo.
Tu mi ami, Tu non mi eviti il dolore, Tu mi prometti che oltre al dolore, alla morte, Tu ci sei.
In questo credo.
Tu che sei Bellezza, Tu che sei a me invisibile, Tu che tutto fai vivere.
In questo credo.
Tu che sei Vita, Tu che mi doni la Vita.
In questo credo.
E da qui ricomincio, oggi, adesso, ora.
Perche' se non credo, se non mi fondo, adesso che mi riposo su prati erbosi,
Come potro' credere, rimanere ancorata, quando saro' in una valle oscura?
Quando tireranno venti di tempesta, quando il cielo sara' oscurato, come potro' rimanere fondata se la testimonianza dell'esistenza del mondo invisibile non sara' ormai carne in me?
Non so dove ho letto che la buona educazione e' l'unica cosa che rimane anche quando sei privato di tutto.... Bene, sia questa la mia buona educazione.
Allenamento, fatica, costanza, memoria, prova. Per la mia Buona Educazione.
Amen.
Da Isaia:
Se non crederai, non resterai saldo
Il Signore degli Eserciti, lui solo ritenete santo.
Egli sia l'oggetto del vostro timore, della vostra paura
Attenetevi all'insegnamento, alla testimonianza.
venerdì 25 aprile 2014
Niente di nuovo...
Oggi, come allora:
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la proibizione della fecondazione umana eterologa. Un Tribunale ha riconosciuto la così detta maternità surrogata, cioè l’utero in affitto. Un altro Tribunale della Repubblica ha imposto all’anagrafe di un Municipio di trascrivere un matrimonio (si fa per dire) omosessuale. Questi i fatti.
"La loro parzialità verso le persone li condanna
ed essi ostentano il peccato come Sòdoma:
non lo nascondono neppure; disgraziati!
Si preparano il male da se stessi." (Is 3,9)
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la proibizione della fecondazione umana eterologa. Un Tribunale ha riconosciuto la così detta maternità surrogata, cioè l’utero in affitto. Un altro Tribunale della Repubblica ha imposto all’anagrafe di un Municipio di trascrivere un matrimonio (si fa per dire) omosessuale. Questi i fatti.
"La loro parzialità verso le persone li condanna
ed essi ostentano il peccato come Sòdoma:
non lo nascondono neppure; disgraziati!
Si preparano il male da se stessi." (Is 3,9)
«Non vogliate …giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio» (1Cor 4,5)
«Non c’è che un peccato: dire che una foglia verde è grigia,
per questo il sole in cielo rabbrividisce
… non c’è che un credo: sotto l’ala di nessun terrore al mondo
le mele dimenticano di maturare sui meli»
(G. K. Chesterton).
La mia vita per Te, a Te che l'hai donata per me (Promessa, San Francesco di Sales)
Io Loredana, prostrata davanti a Dio e a tutta la Corte celeste, dopo aver considerato l’immensa misericordia della divina bontà nei miei confronti, indegna e insignificante creatura, che Egli ha tratto dal nulla, conservata, nutrita e liberata da tanti pericoli, e colmata di tanti benefici;
ma soprattutto dopo aver consideratola dolcezza, e la clemenza, superiore a quanto si può pensare, in virtù della quale tanto benignamente mi ha sopportata nelle mie iniquità, ispirandomi molto spesso con amore e invitandomi a correggermi;
considerando che mi ha atteso tanto pazientemente perché facessi penitenza fino all’età che oggi ho;
e questo, nonostante le mie ingratitudini, le slealtà e le infedeltà con le quali ho differito la conversione, disprezzando le sue grazie e per di più sfacciatamente offendendolo;
dopo aver preso in considerazione anche il fatto che nel giorno del Battesimo sono stata consacrata e donata a Dio, per essere sua figlia;
e che, contrariamente alla promessa fatta allora in mio nome, ho molte volte, agendo da disgraziata e in modo riprovevole, profanato e violato il mio spirito, usandolo contro la Maestà divina;
essendo ritornata finalmente in me stessa, prostrata con il cuore e con lo spirito davanti al trono della giustizia divina, riconosco, ammetto e confesso di meritare di essere accusata e convinta del crimine di lesa Maestà divina, in quanto colpevole della Morte e Passione di Gesù Cristo, ucciso dai peccati da me commessi;
infatti per loro causa è morto dopo aver sofferto i tormenti della croce;
per questo riconosco di essere degna di venire condannata alla perdizione eterna.
Ma oso rivolgermi al trono dell’infinita misericordia del medesimo Dio.
Detesto con tutto il cuore e con tutte le forze le iniquità della mia vita passata, domando e impetro umilmente grazia e perdono e per questo ti chiedo una totale assoluzione dei miei crimini, in forza della Morte e Passione di quel medesimo Signore e Redentore dell’anima mia;
fidando su quella, quale unica speranza per la mia salvezza, ripeto nuovamente e rinnovo la promessa di fedeltà fatta in mio nome a Dio, in occasione del battesimo, e rinuncio al demonio, al mondo e alla carne; detesto le loro malefiche suggestioni, le vanità e i desideri insani, per tutta la vita che mi resta e per l’eternità.
Voglio convertirmi a Dio buono e pietoso;
desidero, propongo, scelgo e decido irrevocabilmente di servirlo e amarlo adesso e per l’eternità.
A tal fine gli affido, gli dedico e gli consacro il mio spirito con tutte le sue facoltà, la mia anima con tutte le sue potenze, il mio cuore con tutti i suoi affetti, il mio corpo con tutti i suoi sensi;
protesto di non voler più in alcun modo, abusare di nessuna parte del mio essere contro la sua divina volontà e la sua Maestà sovrana;
a lei mi sacrifico e mi immolo in ispirito, per essere per sempre nei suoi confronti, una creatura leale, obbediente e fedele, senza più volermi ricredere o pentire.
Ma, se per suggestione del nemico o qualche umana infermità, dovesse capitarmi di venir meno in qualche cosa a questa mia promessa e a questa consacrazione, fin d’ora protesto e mi propongo, con l’aiuto della grazia dello Spirito Santo, di rialzarmi immediatamente, appena ne avrò coscienza, di rivolgermi di nuovo alla misericordia divina senza attendere un solo istante.
Questa è la mia volontà, la mia intenzione e la mia decisione irremovibile, di cui ho piena coscienza e la confermo senza riserve o eccezioni, davanti a Dio e alla Chiesa trionfante, alla Chiesa militante mia Madre, che riceve questa mia dichiarazione nella persona di colui che, come ministro, mi ascolta in questo atto.
Ti piaccia, o eterno Iddio, onnipotente e buono, Padre, Figlio e Spirito Santo, confermare in me questo proposito e accettare e gradire il dono che ti faccio in questo momento con tutto il cuore, dal profondo di me stessa.
Come mi hai dato ispirazione e volontà per offrirtelo, dammi anche grazia e forza per non mancare di parola.
O Signore, tu sei il mio Dio, il Dio del mio cuore, il Dio della mia anima, il Dio del mio Spirito; come tale ti riconosco e ti adoro per tutta l’eternità.
Viva Gesù!
Viva Cristo Re!
Autorità' ed obbedienza
Ho un grosso problema, grossissimo problema.
Non riesco a piegarmi ad un'autorita' che reputo indegna.
E questo e' un problema.
Primo perché questo mio agire non mi rende, nei fatti, discepola del mio Maestro.
Secondo perché giudico tutto, senza lasciarmi andare mai
Terzo perché ho così bisogno di una guida forte, sana, retta, sapiente, intelligente che mi sento morire dalla mediocrità' che mi circonda e che è' un riflesso potente della mediocrità che mi caratterizza.
E forse, qui, c'è' il bandolo.
Ho bisogno di qualcuno che non sia come me, ho bisogno di qualcuno che ami la vita, ho bisogno di qualcuno che mi motivi, ho bisogno di qualcuno che mi costruisca.
Ho bisogno di Lui.
Insomma, desidero vivere in una favola.
Sob.
Non riesco a piegarmi ad un'autorita' che reputo indegna.
E questo e' un problema.
Primo perché questo mio agire non mi rende, nei fatti, discepola del mio Maestro.
Secondo perché giudico tutto, senza lasciarmi andare mai
Terzo perché ho così bisogno di una guida forte, sana, retta, sapiente, intelligente che mi sento morire dalla mediocrità' che mi circonda e che è' un riflesso potente della mediocrità che mi caratterizza.
E forse, qui, c'è' il bandolo.
Ho bisogno di qualcuno che non sia come me, ho bisogno di qualcuno che ami la vita, ho bisogno di qualcuno che mi motivi, ho bisogno di qualcuno che mi costruisca.
Ho bisogno di Lui.
Insomma, desidero vivere in una favola.
Sob.
mercoledì 23 aprile 2014
Parole e Parola
Mio marito ha un grande problema: non e' mai colpa sua
Io ho un grande problema: non mollo mai, quando mi arrabbio.
Quindi siamo una miscela letale di parole non proprio dolci, in fase di litigio
Comunque, quanto sopra, per una constatazione banale, ma non scontata:
Cosa caspita ci guadagno da una litigata???
La Bibbia dice, fin dalle tentazioni in Genesi, che ogni nostra azione e' fatta perche' ritenuta giusta, buona, bella, per me.
Bene.... Se durante la litigata mi si gonfiano le vene, irrigidisco a faccia, ho la voce stridula, dico cose che mi svuotano di senso e cio' che mi rimane dopo e' il nulla, mi domando:
dove mi si e' cortocircuitato il pensiero, in quale passato, in quale evento, facendomi ritenere giusto difendere le mie posizioni in questo modo, quando, a posteriori, questa difesa fa breccia in me come se fosse un colapasta?
Com'e' che la mia coscienza si e' formata cosi' storta da farmi ritenere buono cio' che mi procura morte?
Riuscissi a portare prima questi pensieri, prima dell'accadimento, probabilmente riuscirei anche a riderci su... Oh, quanto desidero provare a danzare un ballo diverso al suono della stessa musica!
Gesu', vuoi? Io, da sola, posso solo accorgermi del mio dolore e del mio limite e desiderare di donarlo a te. Altro, senza di Te, non e' possibile. Ma tu sei Onnipotente :-) .... quindi casco in piedi.
Tutto questo proprio oggi, nel sesto giorno della novena della Divina Misericordia, dedicato ai bambini e alle anime miti e umili.... Sigh... Fortuna, Gesu', che hai loro, perche' se aspettavi me, avevi in dono solo un sacco di belle parole.....
Io ho un grande problema: non mollo mai, quando mi arrabbio.
Quindi siamo una miscela letale di parole non proprio dolci, in fase di litigio
Comunque, quanto sopra, per una constatazione banale, ma non scontata:
Cosa caspita ci guadagno da una litigata???
La Bibbia dice, fin dalle tentazioni in Genesi, che ogni nostra azione e' fatta perche' ritenuta giusta, buona, bella, per me.
Bene.... Se durante la litigata mi si gonfiano le vene, irrigidisco a faccia, ho la voce stridula, dico cose che mi svuotano di senso e cio' che mi rimane dopo e' il nulla, mi domando:
dove mi si e' cortocircuitato il pensiero, in quale passato, in quale evento, facendomi ritenere giusto difendere le mie posizioni in questo modo, quando, a posteriori, questa difesa fa breccia in me come se fosse un colapasta?
Com'e' che la mia coscienza si e' formata cosi' storta da farmi ritenere buono cio' che mi procura morte?
Riuscissi a portare prima questi pensieri, prima dell'accadimento, probabilmente riuscirei anche a riderci su... Oh, quanto desidero provare a danzare un ballo diverso al suono della stessa musica!
Gesu', vuoi? Io, da sola, posso solo accorgermi del mio dolore e del mio limite e desiderare di donarlo a te. Altro, senza di Te, non e' possibile. Ma tu sei Onnipotente :-) .... quindi casco in piedi.
Tutto questo proprio oggi, nel sesto giorno della novena della Divina Misericordia, dedicato ai bambini e alle anime miti e umili.... Sigh... Fortuna, Gesu', che hai loro, perche' se aspettavi me, avevi in dono solo un sacco di belle parole.....
Obiettivo
Seduta in un bar, mi interrogo sulla definizione degli obiettivi.
Un obiettivo e' tale quando e' chiaro, misurabile, verbalizzato, temporizzato ed unicamente dipendente da me....
Insomma, quando riesco ad "annusarlo", come se fosse gia' mio, anche se lo diventera' in futuro.
A meno di aggiustamenti, ridefinizioni, correzioni... compromessi.
E' quella cosa che ti concentra, che ti fa eliminare le distrazioni, che ti muove, che ti tende.
Che bellezza. Gia'. Peccato io non abbia obiettivi di questo tipo.
O, meglio, obiettivi ne ho anch'io, visto che i miei piedi durante il giorno spesso mi portano in giro, ed ho letto da qualche parte che per capire cosa desideri, devi controllare dove ti hanno portato i tuoi piedi....
Dove sono i miei piedi, visto che vivo in un regime democratico e non ho occupazioni lavorative con postazioni fisse, e' un ottimo primo livello di analisi per valutare dove e' il mio cuore, centro dei miei desideri, per la maggior parte nascosti a me stessa.
Ripeto, sono in un bar.
E mi interrogo sugli obiettivi.
Insomma, io, il mio spirito incarnato e la mia anima decisionale, siamo qui.
I miei piedi sono proprio qui, sotto il tavolino, li sento.
La mia mente e' altrove.
Ecco quale dovrebbe essere il mio primo obiettivo.
Tenere ancorata la mia mente nel presente in cui vivo, al presente dove i miei piedi mi accompagnano.
Sto giungendo alla conclusione che vivo veramente una vita immaginaria.
Senza piedi, senza carne, quindi falsa, falsissima.
Figlia della menzogna. Fortuna che e' arrivato Lui, il Forte.
Senno' stavo fresca.
Bah.
Un obiettivo e' tale quando e' chiaro, misurabile, verbalizzato, temporizzato ed unicamente dipendente da me....
Insomma, quando riesco ad "annusarlo", come se fosse gia' mio, anche se lo diventera' in futuro.
A meno di aggiustamenti, ridefinizioni, correzioni... compromessi.
E' quella cosa che ti concentra, che ti fa eliminare le distrazioni, che ti muove, che ti tende.
Che bellezza. Gia'. Peccato io non abbia obiettivi di questo tipo.
O, meglio, obiettivi ne ho anch'io, visto che i miei piedi durante il giorno spesso mi portano in giro, ed ho letto da qualche parte che per capire cosa desideri, devi controllare dove ti hanno portato i tuoi piedi....
Dove sono i miei piedi, visto che vivo in un regime democratico e non ho occupazioni lavorative con postazioni fisse, e' un ottimo primo livello di analisi per valutare dove e' il mio cuore, centro dei miei desideri, per la maggior parte nascosti a me stessa.
Ripeto, sono in un bar.
E mi interrogo sugli obiettivi.
Insomma, io, il mio spirito incarnato e la mia anima decisionale, siamo qui.
I miei piedi sono proprio qui, sotto il tavolino, li sento.
La mia mente e' altrove.
Ecco quale dovrebbe essere il mio primo obiettivo.
Tenere ancorata la mia mente nel presente in cui vivo, al presente dove i miei piedi mi accompagnano.
Sto giungendo alla conclusione che vivo veramente una vita immaginaria.
Senza piedi, senza carne, quindi falsa, falsissima.
Figlia della menzogna. Fortuna che e' arrivato Lui, il Forte.
Senno' stavo fresca.
Bah.
A rapporto, da Gesu'
Un sacerdote stava camminando in Chiesa verso mezzogiorno e passando dall’altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare.
In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi.
L’uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì. Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: “Che fai qui?” L’uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva mezz’ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, “Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’ lontana, quindi mi inginocchio e dico: “Signore, sono venuto nuovamente per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati… non so pregare molto bene, però ti penso tutti i giorni… Beh, Gesù… qui c’è Jim a rapporto”
Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.
Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell’amore e incontrò Gesù. Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: “Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati… non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni… Beh, Gesù… eccomi a rapporto!”
Dopo qualche tempo il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare.
Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.
Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa.
La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite.
Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava:“Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno”.
Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: “L’infermiera si sbaglia… però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: “Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati.. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti penso ogni giorno…. Beh, Jim… qui c’è GESU’ a rapporto!”
In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi.
L’uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì. Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: “Che fai qui?” L’uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva mezz’ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, “Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’ lontana, quindi mi inginocchio e dico: “Signore, sono venuto nuovamente per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati… non so pregare molto bene, però ti penso tutti i giorni… Beh, Gesù… qui c’è Jim a rapporto”
Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.
Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell’amore e incontrò Gesù. Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: “Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati… non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni… Beh, Gesù… eccomi a rapporto!”
Dopo qualche tempo il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare.
Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.
Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa.
La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite.
Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava:“Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno”.
Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: “L’infermiera si sbaglia… però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: “Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati.. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti penso ogni giorno…. Beh, Jim… qui c’è GESU’ a rapporto!”
Imprevisti e pazienza
Sono le 8:50 del mattino
Giornata pianificata, anche se mi piacerebbe riuscire ad avere un bel piano giornaliero come descritto dal card. Siri...... Vabbe' questa e' un'altra storia....
Devo andare a Lodi, per cui via di corsa.
Ho la Messa h 8, sveglia h 6.10, ringraziamenti, rifaccio casa, oh, che bello! come sono in orario, riesco anche a preparare l'immondizia x il giro di stasera.... Ma... Dove sono i cani? Scappati! ... Mio marito, se lo prendo, con quella sua faciloneria, grrrr... Vabbe', accendo la macchina, nel frattempo, tanto torneranno quando decidono loro..... .. Ma, che succede?... Oh, no!!! Batteria scarica. E adesso? .... Ma uffa!!! Che disdetta!!!
Signore mio, se la pazienza e' quella che dimostro in situazioni di crisi, tanta ne ho e nulla di piu', beh... Vieni tu, Signore, ed abbi pazienza tu in me, perche' io, da sola, esplodo!
Giornata pianificata, anche se mi piacerebbe riuscire ad avere un bel piano giornaliero come descritto dal card. Siri...... Vabbe' questa e' un'altra storia....
Devo andare a Lodi, per cui via di corsa.
Ho la Messa h 8, sveglia h 6.10, ringraziamenti, rifaccio casa, oh, che bello! come sono in orario, riesco anche a preparare l'immondizia x il giro di stasera.... Ma... Dove sono i cani? Scappati! ... Mio marito, se lo prendo, con quella sua faciloneria, grrrr... Vabbe', accendo la macchina, nel frattempo, tanto torneranno quando decidono loro..... .. Ma, che succede?... Oh, no!!! Batteria scarica. E adesso? .... Ma uffa!!! Che disdetta!!!
Signore mio, se la pazienza e' quella che dimostro in situazioni di crisi, tanta ne ho e nulla di piu', beh... Vieni tu, Signore, ed abbi pazienza tu in me, perche' io, da sola, esplodo!
martedì 22 aprile 2014
Una bella giornata
Non si può credere insieme al caso e alla Provvidenza.
Noi crediamo alla Provvidenza e viviamo come se credessimo al caso.
Di qui le incoerenze della nostra vita, le sue cattive agitazioni e le sue cattive passività.
Noi subiamo ciò che non abbiamo scelto....
(... decidiamo NOI cosa è importante per la nostra vita, per la nostra "crescita")
E tuttavia ogni mattina, è questa giornata intera che riceviamo dalle mani di Dio.
Dio ci dà una giornata da Lui stesso preparata per noi.
Non vi è nulla di troppo e nulla di "non abbastanza", nulla di indifferente e nulla di inutile.
E' un capolavoro di giornata, che viene a chiederci di essere vissuto.
Noi la guardiamo come pagina d'agenda, segnata d'una cifra e di un mese.
La trattiamo alla leggera, come un foglio di carta...
Se potessimo frugare il mondo e vedere questo giorno elaborarsi e nascere dal fondo dei secoli, comprenderemmo il valore di un solo giorno umano.
E se avessimo un pò di fede, sentiremmo il desiderio di inginocchiarci dinanzi alla nostra giornata cristiana.
Noi siamo "caricati" di energia senza proporzioni con le misure del mondo: la fede che solleva le montagne, la speranza che nega l'impossibile, la carità che fa bruciar la terra.
Ogni minuto della giornata, ci voglia non importa dove, per fare non importa cosa, permette al Cristo di vivere in noi in mezzo agli uomini.
Allora non è più il caso di calcolare l'efficacia del nostro tempo, se assumiamo umilmente la misura della volontà di Dio.
(Lo zero e l'infinito - Madeleine Delbrel)
Che la morte vi trovi vivi!
Mi ha colpito molto questa frase...
Ma, io, ho mai vissuto? Non mi pare...
Ogni tanto, anzi, mi pare che anche questa mia "passione" per Gesu' altro non sia che desiderio di vivere altro, altrove, un altra vita.
Eppoi, nel NT, e' scritto che Dio e' vita, Dio e' amore.
Quindi.... Io ho mai amato, davvero, in servizio, fuori di me, in "estasi" d'amore verso l'altro visibile, a me prossimo?
No, di questo sono certa.
E me ne dispiace, perche' vuol dire che sto vivendo un surrogato di vita.
E, se muoio, la morte mi trovera' "morta".
A meno che, Lui, nella sua immensa compassione, non volga lo sgurdo su di me e mi doni la vita, quella vera, quella che combatte, quella per cui ogni istante e' come se fosse l'ultimo, di corsa, senza fiato, insomma, la vita che non vuole, non vuole, non vuole morire.
Nonostante tutto.
Nonostante la morte.
Insomma, diventare trasparente a Lui, l'Unico che ha vinto.
Ha combattuto, nel Suo amore per la vita, contro la morte. ed ha vinto.
L'Unico che poteva ed ha voluto. E non e' scontato, per nulla.
E che e' talmente innamorato di me, di noi, che dona la vita a chi crede in Lui.
Dona a chi non teme, a chi si abbandona al Suo abbraccio amante.
Anche perche', io penso, cosa c'e' da perdere? Nulla.
La morte e' mia, la cosa differente sarebbe la Sua vita.
Un conto, pero', e' "sapere" un conto "conoscere"...
Gesu' abbi compassione di me, tu che hai compassione dell'uomo.
Ma, io, ho mai vissuto? Non mi pare...
Ogni tanto, anzi, mi pare che anche questa mia "passione" per Gesu' altro non sia che desiderio di vivere altro, altrove, un altra vita.
Eppoi, nel NT, e' scritto che Dio e' vita, Dio e' amore.
Quindi.... Io ho mai amato, davvero, in servizio, fuori di me, in "estasi" d'amore verso l'altro visibile, a me prossimo?
No, di questo sono certa.
E me ne dispiace, perche' vuol dire che sto vivendo un surrogato di vita.
E, se muoio, la morte mi trovera' "morta".
A meno che, Lui, nella sua immensa compassione, non volga lo sgurdo su di me e mi doni la vita, quella vera, quella che combatte, quella per cui ogni istante e' come se fosse l'ultimo, di corsa, senza fiato, insomma, la vita che non vuole, non vuole, non vuole morire.
Nonostante tutto.
Nonostante la morte.
Insomma, diventare trasparente a Lui, l'Unico che ha vinto.
Ha combattuto, nel Suo amore per la vita, contro la morte. ed ha vinto.
L'Unico che poteva ed ha voluto. E non e' scontato, per nulla.
E che e' talmente innamorato di me, di noi, che dona la vita a chi crede in Lui.
Dona a chi non teme, a chi si abbandona al Suo abbraccio amante.
Anche perche', io penso, cosa c'e' da perdere? Nulla.
La morte e' mia, la cosa differente sarebbe la Sua vita.
Un conto, pero', e' "sapere" un conto "conoscere"...
Gesu' abbi compassione di me, tu che hai compassione dell'uomo.
La compagnia
Essere in compagnia e' qualcosa che riscalda il cuore.
Essere certi della compagnia del mondo invisibile,
a partire da mio Angelo, alla mia destra, voglio sia il mio essere.
Ma non e' facile.
Direi proprio per nulla.
Anzi, pare un'utopia.
Ma voglio provarci.
Un po' come ragionare in termini di obiettivi.
Il mio obiettivo di M/L periodo e' arrivare a essere certa del mondo invisibile.
Anche perche', a naso, sembra un posto pazzesco.
Essere certi della compagnia del mondo invisibile,
a partire da mio Angelo, alla mia destra, voglio sia il mio essere.
Ma non e' facile.
Direi proprio per nulla.
Anzi, pare un'utopia.
Ma voglio provarci.
Un po' come ragionare in termini di obiettivi.
Il mio obiettivo di M/L periodo e' arrivare a essere certa del mondo invisibile.
Anche perche', a naso, sembra un posto pazzesco.
Il libro
Come un libro, sono come un libro.
In cui io, gli altri, Dio, ognuno scrive la sua storia.
Dovrei proprio imparare a rileggermi ogni sera,
per conoscere cosa e' stato scritto.
Non c'e' nulla di piu' stolto che avere tra le mani un libro e sfogliare le pagine senza leggere cosa c'e' scritto.
Anche perche' non ho altri libri in mano.
In cui io, gli altri, Dio, ognuno scrive la sua storia.
Dovrei proprio imparare a rileggermi ogni sera,
per conoscere cosa e' stato scritto.
Non c'e' nulla di piu' stolto che avere tra le mani un libro e sfogliare le pagine senza leggere cosa c'e' scritto.
Anche perche' non ho altri libri in mano.
giovedì 28 febbraio 2013
Il volto, il nome
Il volto
indica l’altro come altro da me, come un tu che chiede di essere riconosciuto in
quanto persona, in uno scambio da pari a pari, col diritto di essere rispettato nella sua
dignità, senza venire ridotto a oggetto.
La persona infatti è assolutamente diversa da
un oggetto: un oggetto si studia, una persona si incontra; un oggetto si conosce e si può
utilizzare per le proprie esigenze, una persona mi si rivela e mi interpella a un dialogo
da pari a pari; un oggetto «sta lì», una persona porta in sé una storia e si progetta.
Posso comprendere lo straordinario valore di ogni
persona se guardo a me stesso: io mi avverto come unico, nessuno vivrà per me la mia
vita; anche in mezzo a tanti altri, io so di essere irripetibile.
Lo stupore che provo per
me rimanda allo stupore che devo provare per ogni altro. (... ama il prossimo tuo come te stesso.... l'accento non è sul prossimo, ma sul termine di paragone, su cui si fonda l'analogia..... io, mi amo? mi stupisco di me? mi "percepisco"?)
Al cospetto della persona non si
finisce mai di sorprendersi.
La sua realtà appare come l’esistenza di un essere
originale; il suo volto non è la copia di un altro; è assolutamente esclusivo.
Scrive A.
Heschel: «Non è forse un miracolo straordinario che tra tante centinaia di milioni di
volti non ve ne siano due uguali?» (Chi è l’uomo?, pag. 59).
La diversità dei volti è l’espressione visibile
dell’unicità interiore di ogni essere umano; è per questo che ogni persona
rivendica, giustamente, il diritto ad essere identificata e chiamata con il suo nome.
(estratto da: La tenerezza di Pedron Lino
domenica 24 febbraio 2013
Giuseppina Bakhita
Parecchie volte, quando veramente ci penso, io rimango dilaniata...
Ci sono, nella storia della Chiesa, alcuni esempi di eroica accettazione della realtà che mi lasciano basita.
Mi interrogano e mi svelano.
In questi giorni ho avuto modo di "conoscere" Giuseppina Bakhita, donna di colore, vissuta come schiava (senza nulla di romantico in questo) fin dai 6 anni, poi divenuta canossiana.
Non ha mai odiato, mai, nessuno.
Ha semplicemente compreso il mondo come diviso tra schiavi e padroni ed ha accettato la Sua vita di assenza libertà personale, sofferenza, maltrattamenti.
Poi ha conosciuto il Paron-Padrone (Dio) e l'ha "compreso esistenzialmente" come padrone di tutti, ma, a differenza degli uomini, Paron d'amore, di gentilezza, di rispetto, di autorità, di tenerezza che -chiede e non pretende, a differenza degli uomini - la schiavitù d'amore, nella piena libertà.
E a Lui, come vera schiava - ma d'amore -, si è rapportata in tutta la sua vita.
Ogni evento l'ha riportato all'essere "velo" della Sua azione.
Ciò che mi scuote è il sì al reale senza tentennamenti, perchè è lì che si rivela la volontà di Dio per me, il Suo progetto d'amore per me, non in altri luoghi o tempi, che fanno quindi parte dei fantasmi della mente, che si rende alleata del nemico, in questo caso.
Ciò che mi scuote è il sì a Dio come Padre che ama, come Padrone che sa, come Attimo che attende.
Mi vegono in mente i versetti che seguono, del libro di Ester (4, 13-14), come indicatori del progetto di Dio, che solo sa, che solo orienta la storia, ma che - nella specificità dell'attimo - attende il sì della persona, senza obbligare nessuno.
Mardocheo fece dare questa risposta a Ester: "Non pensare di salvare
solo te stessa fra tutti i Giudei, per il fatto che ti trovi nella
reggia. Perché se tu in questo momento taci, aiuto e
liberazione sorgeranno per i Giudei da un altro luogo; ma tu perirai
insieme con la casa di tuo padre. Chi sa che tu non sia stata elevata a
regina proprio in previsione d'una circostanza come questa?".
Io odio, provo malessere, mi dibatto quando noto mancanza di rispetto, fiducia mal riposta, gentilezze non ricambiate... poi leggo di S.Giuseppina Bakhita e mi rendo conto della mia superficialità, della mia miseria umana, del mio chiedere senza nulla dare. Che vergogna.
Viva gli eroi, che sono tutti altro rispetto a me.
Viva loro, che per davvero hanno amato Nostro Signore Gesù Cristo.
Viva Lui, il Nostro Capitano.
Riporto un'estratto da: http://segnideitempi.blogspot.it/2010/01/giuseppina-bakhita-di-p-antonio-m.html
Durante la guerra del '15 -'18 parte del convento era stata adibita
ad ospedale militare, e spesso Bakhita aveva osservato che
l'attendente del capitano doveva sempre portare due valigie: quella sua
e quella del suo capo.
E lei voleva arrivare davanti al Padre eterno come un attendente, portando la valigia sua e quella del suo Capitano Gesù: il "Paron" le avrebbe fatto aprire le due valigie; avrebbe visto in quella sua tanti peccati; ma poi avrebbe visto in quella più pesante tutti i meriti di Gesù, tanti e tanti, e lei sarebbe stata accolta con gioia, perché aveva portato anche quella valigia!
E lei voleva arrivare davanti al Padre eterno come un attendente, portando la valigia sua e quella del suo Capitano Gesù: il "Paron" le avrebbe fatto aprire le due valigie; avrebbe visto in quella sua tanti peccati; ma poi avrebbe visto in quella più pesante tutti i meriti di Gesù, tanti e tanti, e lei sarebbe stata accolta con gioia, perché aveva portato anche quella valigia!
sabato 23 febbraio 2013
La fede rocciosa, tenace, solida, fondante ....
San Policarpo, vescovo di Smirne, prima di essere martirizzato il 23 Febbraio 155 con una pugnalata, dato che le fiamme del rogo non lo toccavano, disse:(http://www.cattoliciromani.com/55-elenco-preghiere/31220-preghiera-di-san-policarpo-prima-del-martirio)
"Signore Dio onnipotente, Padre del diletto e benedetto Figlio Tuo Gesù Cristo, grazie al quale Ti abbiamo conosciuto, Dio degli angeli e delle potenze celesti, di tutta la creazione e di tutta la stirpe di giusti che vivono al tuo cospetto.
Io Ti benedico perchè mi hai giudicato degno di questo giorno e di questa ora, e di avere parte al numero dei martiri, del Calice del tuo Cristo, per la risurrezione della vita eterna dell'anime e del corpo nell'incorrutibilità dello Spirito Santo.
Tra loro possa io oggi essere accolto al Tuo cospetto, come sacrificio pingue e accetto, secondo quanto hai preparato, rivelato e realizzato, Dio vero e che non inganna. Per tutto questo Ti lodo, Ti benedico, Ti glorifico, per Gesù Cristo Sacerdote eterno e celeste, Tuo diletto Figlio, per il quale a Te con Lui e con lo Spirito Santo sia gloria, ora e per i secoli venturi. Così sia."
(Preghiera trascritta da un testimone oculare del martirio)
mercoledì 20 febbraio 2013
Mortificazione verso il prossimo
Santissima Trinità,
fonte di ogni misericordia,
io ti ringrazio per la Tua immensa bontà
che sempre mi guida verso un cammino di vera santità.
Accetta questa mia mortificazione a Tua sola gloria,
perchè il Signore Gesù Cristo mi insegna così
e Lui è Vita, Via e Verità
ed io voglio obbedirgli nel cuore, nella mente, nelle opere.
Se è secondo la Tua volontà, o Dio,
mia roccia e mio rifugio in cui io confido,
dona a me e a (.....) la grazia della conversione umile e sincera del cuore.
Per il Nostro Signore Gesù Cristo
che è Dio
e vive e regna alla destra del Padre,
nell'unità dello Spirito santo.
Amen
fonte di ogni misericordia,
io ti ringrazio per la Tua immensa bontà
che sempre mi guida verso un cammino di vera santità.
Accetta questa mia mortificazione a Tua sola gloria,
perchè il Signore Gesù Cristo mi insegna così
e Lui è Vita, Via e Verità
ed io voglio obbedirgli nel cuore, nella mente, nelle opere.
Se è secondo la Tua volontà, o Dio,
mia roccia e mio rifugio in cui io confido,
dona a me e a (.....) la grazia della conversione umile e sincera del cuore.
Per il Nostro Signore Gesù Cristo
che è Dio
e vive e regna alla destra del Padre,
nell'unità dello Spirito santo.
Amen
martedì 19 febbraio 2013
Gesù
Mi ha colpito questa immagine, sul foglietto LA DOMENICA
(https://www.stpauls.it/domenica/1306do/1306dohp.htm)
Mi ha messo malinconia il vedere la Sua solitudine.
Mi ha fatto pensare a questo brano, della Scrittura:
"Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime" (Eb 5,7)
Un'intera vita passata in espiazione dei miei peccati.
Dolore. Sacrificio. Lacrime. Amore senza fine.
Nel silenzio. Nella libertà di amarmi.
Un'intera vita. Da parte di Colui che è. Mica bazzeccole.
Ed allora mi viene in mente S. Francesco:
“Piango la Passione del mio Signore Gesù Cristo, per la quale non mi debbo vergognare d’andare piangendo per tutto il mondo”
Gesù, in cambio di un amore donato fine alla fine, mi chiede, solo:
Non dimenticarti di me. Pensa a me. Ricordami. Fai memoria di me.
Più ci rifletto, più mi sento male a pensare alla trascendenza vera e reale di quest'uomo.
Che è Dio.
Il mio Eroe.
(https://www.stpauls.it/domenica/1306do/1306dohp.htm)
![]() |
| Gesù tentato da satana |
Mi ha fatto pensare a questo brano, della Scrittura:
"Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime" (Eb 5,7)
Un'intera vita passata in espiazione dei miei peccati.
Dolore. Sacrificio. Lacrime. Amore senza fine.
Nel silenzio. Nella libertà di amarmi.
Un'intera vita. Da parte di Colui che è. Mica bazzeccole.
Ed allora mi viene in mente S. Francesco:
“Piango la Passione del mio Signore Gesù Cristo, per la quale non mi debbo vergognare d’andare piangendo per tutto il mondo”
Gesù, in cambio di un amore donato fine alla fine, mi chiede, solo:
Non dimenticarti di me. Pensa a me. Ricordami. Fai memoria di me.
Più ci rifletto, più mi sento male a pensare alla trascendenza vera e reale di quest'uomo.
Che è Dio.
Il mio Eroe.
lunedì 18 febbraio 2013
Tentazioni, apprendimento, fedeltà
Figlio,
se ti presenti per servire il Signore,
preparati
alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante,
non ti smarrire nel tempo della seduzione.
Sta' unito a lui senza separartene,
perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.
Accetta quanto ti capita,
sii paziente nelle vicende dolorose,
perché con il fuoco si prova l'oro,
e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.
Affidati a lui ed egli ti aiuterà;
segui la via diritta e spera in lui.
Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia;
non deviate per non cadere.
Voi che temete il Signore, confidate in lui;
il vostro salario non verrà meno.
Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici,
la felicità eterna e la misericordia.
Siracide 2, 1-9
domenica 17 febbraio 2013
Io Credo
O Padre,
la nostra pasqua deve consistere
essenzialmente nel ripercorrere
nella luce della fede
lo stesso cammino di Cristo
e raggiungere o ravvivare,
oltre il velo di ciò che appare,
la persuasione salvifica che
il mondo invisibile esiste, che non è lontano,
che traluce nelle cose
che quotidianamente incontriamo,
che nella vita ecclesiale esso ci è già
sostanzialmente donato.
Le generazioni che passano sulla ribalta
della storia non sono come i pulviscoli che,
attraversando un raggio di sole,
brillano per un istante e subito ripiombano
in un'oscurità senza ritorno: nessuno
svanisce nel nulla di quelli che sono vissuti,
ma tutti vanno a popolare quel mondo
che non vediamo.
Per Cristo, nostro Signore
Amen
(Card. Giacomo Biffi)
la nostra pasqua deve consistere
essenzialmente nel ripercorrere
nella luce della fede
lo stesso cammino di Cristo
e raggiungere o ravvivare,
oltre il velo di ciò che appare,
la persuasione salvifica che
il mondo invisibile esiste, che non è lontano,
che traluce nelle cose
che quotidianamente incontriamo,
che nella vita ecclesiale esso ci è già
sostanzialmente donato.
Le generazioni che passano sulla ribalta
della storia non sono come i pulviscoli che,
attraversando un raggio di sole,
brillano per un istante e subito ripiombano
in un'oscurità senza ritorno: nessuno
svanisce nel nulla di quelli che sono vissuti,
ma tutti vanno a popolare quel mondo
che non vediamo.
Per Cristo, nostro Signore
Amen
(Card. Giacomo Biffi)
sabato 16 febbraio 2013
Tzunami
Ieri sera mi sono "incattivita" di brutto con mio marito.
Mentre vomitavo "il male", pensavo al fatto che non è esattamente così che io divento "sale" "luce"... a poco questi pensieri sono serviti e me ne vergogno.
Devo però ammettere che ho vissuto l'evolversi della rabbia con la mente lucida, senza abdicare al "vedo rosso", anche se questo non implica che sia riuscita a fermare nulla di ciò che stavo attivamente contribuendo a provocare....
E mi rendo conto che la rovina che, per quanto mi riguarda, si è sfogata qui, parte da lontano.
Un pò come uno tzunami.
Il terremoto viene provocato, magari inconsciamente, da un qualche evento reale (ebbene sì, sempre la realtà, da vivere e riconoscere ed accettare fino in fondo) avvenuto in qualche momento della giornata.
L'onda devastatrice lascia la superficie del mare intatta, salvo per un leggero incresparsi...
(arrivare a riconoscere questa increspatura dell'anima!!)
Poi l'onda cammina, cammina, passa il tempo ed accumula energia da altri fatti, questi sicuramente insignificanti... finchè arriva ad incontrare il terrapieno delle tue relazioni più vere, coloro che, conoscendoti, ti delimitano, non accettano tranquillamente che tu li sommerga.
E allora l'onda devastatrice emerge e si solleva e fa paura e uccide.
L'orizzonte sereno diventa improvvisamente follia e devastazione.
Poi l'onda si ritrae, l'orizzonte torna sereno, ma ciò che rimane è distruzione.
Allora è il momento di rimboccarsi le maniche e ricostruire, perchè sei vivo ed è tua responsabilità ricostruire... imparando da ciò che è stato.
Gli tsunami si possono prevedere?
No, io penso, il terremoto avrà sempre la sua caratteristica di imprevedibilità.
Posso però imparare a riconoscere quando il terremoto avviene e non far finta di nulla.
Seguire l'onda nel suo avanzare e costruire, sulla terraferma che c'è ed è lì, vicina o lontana al luogo del terremoto, costruzioni più solide, argini, canali di sfogo, insomma..........
USARE L'INTELLIGENZA, LA VOLONTA', LA LIBERTA' DI POTER REAGIRE IN MODO DIVERSO!
Damn't!
Cattiveria e cattività
Ho scritto nel post precedente la parola "incattivirsi", e mi è balzata all'occhio la radice di cattività.... ed allora ho cercato cattivo/cattività.
Ecco cosa ho trovato:
(discussione su ermopoli http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=5319 )
Ecco cosa ho trovato:
(discussione su ermopoli http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=5319 )
30-04-2009, 13.28.33
#1 griselda
La prima cosa che mi viene guardando
così la parola cattivo è: c-attivo, come se la c togliesse
l'attività dell'azione rendendola passiva o "reattiva"
Cattività si usa per definire lo stato
di prigionia, ad esempio di un animale cresciuto in cattività, come
se il non aver vissuto in libertà lo condizionasse.
Dopo questa riflessione mi domando se
il definire cattivo un'essere vivente voglia dire che è stato
condizionato, che è prigioniero di questa sua condizione, di
cattività interiorizzata.
Cerco di spiegare meglio: intendo dei
difetti egoici di cui è prigioniero.
Che ne pensate vi va di allargare?
--------
30-04-2009, 16.30.39
#2 dafne
Ho sbirciato l'etimologia e cattivo
deriverebbe dal latino "captivus" = che è fatto
prigioniero in guerra e vive in servitù, formato dal verbo "capere"
= prendere.
Poi si menziona il fatto che nella
lingua italiana non abbia trovato spazio la derivazione da malus
(anche se però se ci pensiamo "malevolo" è un aggettivo
che è raro ma esiste) che sarebbe appunto originata da una sorta di
confusione linguistica avvenuta nel Medio Evo a causa delle invasioni
barbariche (cita Delatre) dove lo stato di cattività, appunto, della
moltitudine dei prigionieri che sfociava poi in rabbia, violenza e
disperazione, abbia fatto assimilare i termini.
Per risponderti Gri....passo .. anche
se in effetti la spiegazione dei termini ti darebbe ragione.
Ma bon, è un pò come riflettere sulla
felicità, alla prima volta che ci si sofferma seriamente tutto
quello che mi pareva certo sfuma
Che cos'è la cattiveria? E' "
meno grave" della malignità?
Bella storia, ci penso, intanto magari
passa qualcun'altro che ci dà una mano
------
30-04-2009, 16.34.06
#3 stella
Con il termine "cattivo" un
tempo veniva chiamato il "captivus diaboli" che significava
prigioniero del diavolo, col tempo è rimasto solo il termine
cattivo, da cui il verbo cattivare, cioè mettere in prigionia.
Che una persona definita cattiva sia
prigioniera di qualcosa che non viene da lei ma da una condizione che
l'ha fatta diventare così, è molto probabile.
C'è anche il termine incattivarsi
qualcuno che sarebbe come dire farselo amico, mentre incattivare è
un termine marinaro che significa l'impigliare le cime su se stesse o
su un altro oggetto per tenerle ferme, in ogni caso da come la vedo
io è il contrario di libertà.
La mancanza di libertà fa diventare
cattivi e reattivi, proprio come dici tu, quando è imposta da
qualcun altro.
Comunque il termine cattivo è sempre
negativo, in qualsiasi contesto lo si metta.
Per quanto riguarda gli animali
cresciuti in cattività, certamente la mancanza di libertà li
condiziona anche se non si possono definire cattivi nello stesso
senso che si usa per un uomo, forse perchè il vero cattivo è l'uomo
che non li fa vivere come sarebbe nella loro natura.
-----
30-04-2009, 17.36.27
#4 griselda
Interessante non conoscevo quel modo di
dire del medioevo prigioniero del diavolo, chissà cosa vuol dire, mi
fa pensare a prigioniero della dualità, o della propria ombra.
Bello anche accattivarsi l'amico,
togliere tutta la cattiveria per andare d'accordo con un amico, cioè
agire in modo da entrare nelle grazie dell'altro. Quindi tenere
all'interno di se stessi la cattiveria come nella parola che hai
usato tu in-cattivarsi.
E poi ora scrivendo è uscita anche
cattiveria = gli atti del cattivo. (Rio)
----
30-04-2009, 20.16.02
#5 Ray
Accattivarselo è farselo
prigioniero...
----
30-04-2009, 22.55.52
#6 griselda
Già, mi hai fatto venire in mente
anche per esempio un messaggio accattivante, che ti acchiappa e ti
tiene attaccato a se.
----
01-05-2009, 15.23.54
#7 jezebelius
Si potrebbe anche parlare di "
cattivo" come, oltre a richiamare la passività, la reazione,
come l'attività "di sfogo" di quel che non sappiamo
amministrare.
Se "Cattivo " è prigioniero
ovvero deriva da una forma di prigionia, ciò significa che, come il
prigioniero stesso, non si è liberi; si è appunto imprigionati.
Da ciò nel poco di mobilità che
potrebbe esserci - un Tizio che è in carcere, in cella, ha l'ora
d'aria ad esempio oltre che una certa mobilità all'interno della
cella stessa; potrebbe considerarsi l'ampiezza della cella questo
punto - l'energia accumulata nell'essere prigionieri deve
sfociare, trasferirsi presso altri canali per " evadere".
Ed è per questo, secondo me, che si
può parlare di " attività", benchè spesso non
consapevole, dunque rispondente a reazione, in quanto quel modo di
essere, di vivere insano, imprigionato, ha fatto in modo di deviare
l'energia comportamentale e trasformarla in cattiveria.
Prigione che, potrebbe portarsi a vari
livelli, dunque sia intesa in senso fisico - il delinquente che sta
in carcere in determinate condizioni - ma anche nel senso di "prigionieri di se stessi".
Obbedienza e Realtà
La Scrittura ci rivela il criterio per discernere la vera dalla falsa obbedienza a Dio.
Gesù "imparò l'obbedienza da quello che patì""
La misura ed il criterio dell'obbedienza a Dio è la sofferenza.
Quando tutto davanti a te grida "Dio non può volere questo da me!" ed invece ti accorgi che quella è la realtà, che vuole proprio quello...
tu sei davanti alla Sua volontà come una croce sulla quale stenderti, ed allora scopri come è seria, concreta, quotidiana questa obbedienza.
(estratto da Obbedienza, Padre Raniero Cantalamessa)
Obbedire nell'oscurità più totale, nella notte dell'angoscia, nel desiderio di fuggire, di reagire, di "incattivirsi".... nel desiderio di affermare l'IO.
Non è facile, è il cammino nel deserto dell'espoliazione di sè.
La via stretta, il filtro attraverso cui passare ed eliminare le scorie, per arrivare a Lui.
Lui che chiama, io che non sento.
Lui che mi dice: impara la Scrittura, mangiala, gustala, rendila te, perchè in essa è la "Lampada per i tuoi passi", poi vivi la Realtà come è, non come vorresti, seguendo i miei precetti, e "non temere, soltanto, abbi fede in me!"... e renderai sostanza le cose che speri, le cose che non vedi, le cose che io ti dico essere più vere del vero che vivi.
Lui che rispetta la mia libertà e rimane discreto, io che faccio finta di chiamarlo e penso a me.
Lui che è il Re di tutte le cose, io che sono una schiava infedele, ma non mi annienta all'istante.... pazienta ed mi dona il domani, perchè possa tornare a casa.
Lui che aspetta solo che mi rivolga a Lui per farsi conoscere... ma con cuore sincero, perchè è fatto così. Essendo ricco ogni oltre immaginazione, ed io lebbrosa e cieca, vuole essere certo che non lo cerco "per interesse".... e fa bene, perchè io sono "interessata".
Lui, che ama di un amore tale che se lo vedessi ora così come egli è, mi annienterei di dolore per aver mancato di rispondere ad una passione così lacerante. Mi lancerei da sola all'inferno.
Lui che mi dice (Angela da Foligno) NON TI HO AMATA PER SCHERZO.
Ma come posso non pensarlo in ogni istante, ad ogni respiro?
Chi mi ha mai detto parole così?
Chi ha mai fatto cose così per me?
In questo mi rivelo veramente stupida.
Sono talmente abituata alle piccinerie di un monolocale, che il pensare a distese di praterie, cieli sereni e acque zampillanti mi spaventa.
Proprio stupida.
giovedì 14 febbraio 2013
L'Amore, La Speranza e la Fede
....
Non è la scienza che redime l'uomo.
L'uomo viene redento mediante l'amore.
Ciò vale già nell'ambito puramente intramondano.
Quando uno nella sua vita fa l'esperienza di un grande amore, quello è un momento di « redenzione » che dà un senso nuovo alla sua vita.
Ma ben presto egli si renderà anche conto che l'amore a lui donato non risolve, da solo, il problema della sua vita.
È un amore che resta fragile.
Può essere distrutto dalla morte.
L'essere umano ha bisogno dell'amore incondizionato.
Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: « Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore » (Rm 8,38-39).
Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora – soltanto allora – l'uomo è « redento », qualunque cosa gli accada nel caso particolare.
È questo che si intende, quando diciamo: Gesù Cristo ci ha « redenti ».
Per mezzo di Lui siamo diventati certi di Dio – di un Dio che non costituisce una lontana « causa prima » del mondo, perché il suo Figlio unigenito si è fatto uomo e di Lui ciascuno può dire: « Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me » (Gal 2,20).
....
( estratto da LETTERA ENCICLICA SPE SALVI
del SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI)
Mi mancherai, tu, il mio Papa, colui che c'era quando il mio spirito si è risvegliato.
E mi hai incantato indicandomi Lui.
Sei troppo avanti di cuore, di ragione, di libertà.
Che altezze vertigiose. Che meraviglia.
Grazie.
Non è la scienza che redime l'uomo.
L'uomo viene redento mediante l'amore.
Ciò vale già nell'ambito puramente intramondano.
Quando uno nella sua vita fa l'esperienza di un grande amore, quello è un momento di « redenzione » che dà un senso nuovo alla sua vita.
Ma ben presto egli si renderà anche conto che l'amore a lui donato non risolve, da solo, il problema della sua vita.
È un amore che resta fragile.
Può essere distrutto dalla morte.
L'essere umano ha bisogno dell'amore incondizionato.
Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: « Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore » (Rm 8,38-39).
Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora – soltanto allora – l'uomo è « redento », qualunque cosa gli accada nel caso particolare.
È questo che si intende, quando diciamo: Gesù Cristo ci ha « redenti ».
Per mezzo di Lui siamo diventati certi di Dio – di un Dio che non costituisce una lontana « causa prima » del mondo, perché il suo Figlio unigenito si è fatto uomo e di Lui ciascuno può dire: « Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me » (Gal 2,20).
....
( estratto da LETTERA ENCICLICA SPE SALVI
del SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI)
Mi mancherai, tu, il mio Papa, colui che c'era quando il mio spirito si è risvegliato.
E mi hai incantato indicandomi Lui.
Sei troppo avanti di cuore, di ragione, di libertà.
Che altezze vertigiose. Che meraviglia.
Grazie.
Orazione - Preghiera incessante
Il segreto della salvezza rivelato dall'incessante orazione
Come raggiungere la
salvezza?
Questa domanda sorge spontanea nella mente di tutti i
devoti cristiani che avvertono la natura ferita e debole dell'uomo e
al tempo stesso percepiscono in lui la permanenza dell'aspirazione
primordiale alla verità e alla giustizia. Chiunque abbia fede
nell'immortalità e nel premio della vita eterna si incontra
involontariamente, se solo rivolge lo sguardo al cielo, con questo
pensiero: come salvarsi?
Nel tentativo di risolvere tale questione,
l'uomo interroga esperti e sapienti, e legge poi, su loro consiglio,
i libri edificanti che gli scrittori spirituali hanno dedicato a
questo argomento, cercando di seguire con zelo le regole e le sagge
indicazioni udite e lette.
In tutti questi insegnamenti gli vengono
sempre richiesti, come condizioni indispensabili alla salvezza, una
vita devota, opere ascetiche di vario genere e uno sforzo costante
per giungere alla piena negazione di sé. Tutto questo dovrebbe
guidarlo a compiere buone azioni, a osservare fedelmente tutti i
comandamenti di Dio, a testimoniare una fede salda e incrollabile...
Più in là, gli verrà spiegato che queste condizioni preliminari
della salvezza devono essere necessariamente realizzate tutte insieme
e nella massima umiltà. Le virtù, infatti, dipendono l'una
dall'altra e devono sostenersi, perfezionarsi e stimolarsi
reciprocamente, così come i raggi del sole mostrano la loro forza e
fanno scaturire la fiamma soltanto se vengono concentrati in un unico
punto attraverso un vetro.
In caso contrario, "chi e infedele
nel poco, lo sarà anche nel molto".
giovedì 7 febbraio 2013
Il perchè della Rivelazione
« Pare a me, o Socrate , e forse anche a te, che la verità sicura in queste cose nella vita presente non si possa raggiungere in alcun modo, o per lo meno con grandissima difficoltà. (...) Perché di questo cose, una delle due: o venire a capo di conoscere come stanno; o se a questo non si riesce, appigliarsi al migliore e al più sicuro tra gli argomenti umani e con questo, come sopra una barca, traversare il pelago di questa vita: a meno che non si possa con maggior agio e minor pericolo fare il passaggio con qualche più solido trasporto, con l'aiuto cioè della rivelata parola del dio. »
|
| Platone, Fedone circa 400 a.c. (se non è pazzesco questo...) - estr. da "il Senso religioso", don Giussani |
venerdì 1 febbraio 2013
Santificarsi secondo S.Faustina Kowalska
O Gesù, come è facile santificarsi.
Occorre soltanto un briciolo di buona volontà: se Gesù scorge nell'anima questo briciolo di buona volontà si affretta a donarsi all'anima e nulla può imperdirglielo, nè gli errori, nè le cadute, assolutamente niente.....
Dio è molto generoso e non rifiuta a nessuno la Sua grazia; dà più di quanto noi gli chiediamo.
La fedeltà nel dare esecuzione alle ispirazioni dello Spirito Santo è la via più breve.
(dal Diario, p232, ed 2010, LEV)
Iscriviti a:
Post (Atom)
