lunedì 16 aprile 2012

Voli pindarici...

Oggi ricorre la memoria di Bernadette, a cui è apparsa la Madonna di Lourdes.
Tuttora il corpo, compresi gli organi interni, è intatto.
Sembra dormire.

Mi è tornato, allora, in mente un pensiero di qualche tempo fa sul peccato originale.
Tutto ciò che vediamo è segno di un altrove.
Allora, come l'altrove "si segna" qui?
O, precisamente, come il peccato originale si evidenzia?
In tutti è presente.
Fin dal concepimento.
Mmmm, pensa che ti ripensa, mi è venuta in mente l'entropia.
Il sistema vitale, di qualsiasi ordine, è un sistema in perenne lotta, a perdere, contro il caos, il disordine, la disgregazione.
L'energia serve a tenere in ordine il sistema, ma il disordine entra nel gioco di equilibri fin dal primo istante.
L'invecchiamento ne è l'esempio.
La morte ed il disfacimento corporeo l'emblema.
Quanto precede solo per evidenziare la discontinuità - nel sistema generale - dei corpi, morti, che non si disgregano. E ce ne sono nella storia della Chiesa. Fuori no.
Segno visibile dell'invisibile. 
Più forte dell'ordine stabilito.
Stra bello. Anzi, esagerato.

Lo Spirito Santo ed il movimento

Lo Spirito e il vento.
Una realtà percepibile come segno di una realtà assolutamente a me incomprensibile. 
Il vento ha direzione, provenienza, intensità.
provo ad astrarre...
Lo Spirito ha una direzione? Eh sì, realizza un Progetto, che è in divenire fino al termine del tempo, il nostro, quando sarà compiuto.
Proviene da dove? So che è una Persona distinta, nella perfetta unità, con il Padre ed il Figlio.
E' colui che svela, rivela, smuove. 
E' l'Amore, che travolge, sorprende, ribalta.

domenica 15 aprile 2012

Il pane quotidiano - Sant'Agostino


Quando dici: Dacci oggi il nostro pane quotidiano, confessi d'essere un mendicante di Dio. 
Ma non arrossire: per quanto uno sia ricco sulla terra, è sempre un mendicante di Dio. 
Il mendicante sta davanti alla casa d'un ricco: ma anche lo stesso ricco sta davanti alla casa del gran Ricco. 
Si chiede l'elemosina a lui ma la chiede anche lui. 
Se non fosse nel bisogno, non busserebbe alle orecchie di Dio con la preghiera. 
Ma di che cosa ha bisogno un ricco? 
Non ho paura di dirlo: un ricco ha bisogno proprio del pane quotidiano. 
Perché mai ha abbondanza d'ogni cosa, come mai, se non perché gliel'ha data Dio? 
Che cosa avrebbe, se Dio ritirasse da lui la sua mano? 
Molti non si addormentarono forse ricchi e si alzarono poveri? 
E se a lui non manca nulla, ciò non deriva dalla sua potenza ma dalla misericordia di Dio.
Ma questo pane di cui, carissimi, si riempie il ventre, con cui si ristora ogni giorno il corpo, questo pane dunque voi vedete che Dio lo dà non solo a chi lo loda, ma anche a chi lo bestemmia, lui che fa sorgere il proprio sole sui buoni e sui cattivi e fa piovere sui giusti e sugl'ingiusti. 
Se lo lodi, ti nutre; se lo bestemmi, ti nutre lo stesso. 
Ti aspetta perché tu faccia penitenza; ma se non ti cambierai, egli ti condannerà. 
Poiché dunque questo pane lo ricevono da Dio i buoni e i cattivi, non c'è forse un pane speciale richiesto dai figli, il pane di cui il Signore diceva nel Vangelo: Non sta bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cani? 
Vi è certamente. 
Qual è questo pane? 
E perché si chiama " quotidiano " anche questo? 
Il pane infatti ci è necessario: senza di esso è impossibile vivere, senza pane è impossibile. 
È una sfacciataggine chiedere a Dio la ricchezza; non è una sfacciataggine chiedergli il pane quotidiano. 
C'è una gran differenza tra ciò che è necessario alla vita e ciò che serve a farci insuperbire. Tuttavia, siccome questo pane visibile e palpabile vien dato ai buoni e ai cattivi, il pane quotidiano chiesto dai figli è la parola di Dio, pane che ci viene distribuito ogni giorno. 
È il nostro pane quotidiano; di esso vivono le menti, non i ventri. 
È necessario a noi, ancora operai nella vigna: è il cibo, non la paga. 
All'operaio infatti due cose deve dare chi lo prende a giornata e lo manda nella propria vigna: il cibo perché non rimanga spossato, e la paga di cui si rallegri. 
Il nostro cibo quotidiano su questa terra è la parola di Dio, che sempre viene distribuita nelle chiese; la nostra paga dopo la fatica si chiama vita eterna. 
D'altra parte se per questo pane nostro quotidiano s'intende quello che ricevono i fedeli e riceverete anche voi dopo il battesimo, facciamo bene a pregare e dire: Dacci oggi il nostro pane quotidiano, affinché viviamo in modo da non essere separati dall'altare.

(http://www.augustinus.it/ Discorso 56, 6.9-10)

sabato 14 aprile 2012

Maledetto orgoglio


Pensate dunque che con i vostri mezzi e le vostre pratiche riuscirete infine a distruggere l'orgoglio e ad acquistare l'umiltà? 
Tutto il bene non viene forse da Dio e non è Lui stesso la via che conduce alla vita? 
Il più infallibile segreto per sradicare questo maledetto orgoglio non è di guardarlo, ma di guardare Dio e dimenticare se stessi. 
Noi non abbiamo alcuna risorsa se non in Lui per difenderci dai nemici che ci opprimono; 
guardare incessantemente se va bene o male, è come dare all'orgoglio nuove forze. 
Dimenticate voi stessa, immergetevi dolcemente nel seno della divinità e fuggite in questo divino asilo appena l'orgoglio vuole elevarsi contro di voi. 
Nel momento stesso in cui egli sembra trionfare e fare del danno nel vostro cuore, non fate neppure finta di averne paura, né di ascoltarlo o di scorgerlo; è un estraneo e un frutto di maledizione che si eleva nella natura, ma la vostra volontà attaccata e unita al suo Dio non vi ha alcuna parte. 
Ricordate bene che noi abbiamo orgoglio solo perché non vogliamo spogliarci di noi stessi e abbandonarci tra le mani di Dio. 
Colui che non è più, non può sentire l'orgoglio perché non opera più e non si degna di abbassarsi fino a guardare ciò che si opera nella parte inferiore. 
Egli ha sostituito tutto con Dio e sa bene che se in lui c'è qualcosa di buono, non può provenire dal suo miserabile nulla, e niente lo confonderebbe di più che vedere che è ancora capace di un pensiero d'orgoglio, se non fosse già persuaso di essere sempre capace di ogni sorta di male. 
(MILLEY C. F., A una religiosa orsolina, 16 luglio 1709)

La giusta prospettiva

Cambiare il sistema di riferimento non è facile.
Per nulla.
Ho sempre in mente il giochino della matrice 3x3, 
ogni unità della stessa identificata da un punto.
Bisogna unire tutti i punti, 
senza mai alzare la matita dal foglio, 
senza mai passare sugli stessi punti, 
tramite un susseguirsi di segmenti.
In automatico, la soluzione viene cercata all'interno della matrice.
La soluzione, invece, sta nel passare per punti esterni alla matrice.
Insomma: riuscire a vedere la realtà per quella che è, 
non per quella che immaginiamo sia.


Da Santa Teresa d'Avila, LIBRO DELLA MIA VITA, che sto leggendo con "godimento" 
(ed Paoline, Economica dello Spirito, 10,50 euro oggi, circa 400 pag)
- il vero onore non è menzognero, ma risponde a verità, e consiste nello stimare ciò che è stimabile e non fare nessun conto di ciò che nessun conto merita, essendo nulla e meno di nulla tutto quello che ha fine e non è a gloria di Dio. 
- (parlando delle grazie accordate) si ha la mente così abituata a intendere ciò ch'è realmente verità, che tutto il resto  sembra un gioco da bambini


Dalle letture di oggi, At 4, 19-20
"Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi;
noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato". 



Il sistema di riferimento, mi par di capire, non sono gli altri.
Non sono io
E' sempre Lui. E la mia relazione con Lui.
Quando riuscirò a cambiare, veramente, sistema di riferimento?
E' grazia anche questa, o è volontà?

Al mio Angelo custode

Ieri mi trovavo in uno di quei giardini nascosti tra alte mura.
Giardini privati, tesori nascosti.
Con tanto di fontana, panchine, pino maestoso.
In mezzo a palazzi antichi, alti, superbi.
Ad un tratto, guardandomi intorno, mi accorgo della presenza di un cedro del Libano.
Talmente immenso da diventare parte integrante dell'ambiente.
Invisibile, eppure lì, grande, vivo, stabile.
Mi ha riempito di stupore:
- il non averlo notato prima
- la magnificenza
- la vitalità, visibile dalle gemme
Ed ho pensato: ma come fa ad essere così vivo in mezzo a questa frenesia, rumore, assenza di spazio?
Certo, mi sono detta: vive in un'altra dimensione dell'esistenza.
Non sente nulla, se non il sole, il vento, la pioggia, la stabilità delle radici, la profondità del terreno.
Di noi se ne frega, non sa neanche che esistiamo.
Non pensa tra sè, non pensa a noi, non ha percezione del suo vivere, non pensa all'altrove.
Vive e basta.
E noi, che - invece - possiamo pensare a noi, alle nostre relazioni, abbiamo percezione del nostro esistere, potremmo pensare all'altrove.... cosa facciamo realmente?
Pensiamo a diventare magnifici?
Utilizziamo tutto ciò che ci viene donato per trasformarlo con valore aggiunto o consumiamo la nostra esistenza?
Pensiamo, veramente, ad estrarre segni dalla nostra quotidianità, quindi ad astrarre?
Se una pianta vive senza sapere la mia esistenza, ad un passo da me, io che arrivo a pensare a ciò, dovrei perlomeno sospettare che è possibile che io viva in una dimensione che non mi permette di vedere effettivamente la realtà per quella che è, quindi ............ 
ciao Angelo mio, so che ci sei, anche se non ti vedo. 
Porta pazienza, ok? Mi arrabatto come posso nel Mistero esuberante dell'invisibile. 
ciao


Imparare da un cane

Ho alcuni cani, di medie dimensioni, parte integrante del mio menage.
E, osservandoli, nascono deduzioni...
Ne ho uno che, pur amandolo, devo ammettere: mi urta leggermente.
Mi cerca solo per vedere cosa ho tra le mani, mi segue solo se pensa che stia per dargli da mangiare, è sempre attento ai miei movimenti per capire se il risultato porta a mangiare qualcosa.
Insomma: un opportunista. 
Un vero opportunista.
Stamattina mi sono accorta di essere come questo mio cane nei confronti di Gesù.
Opportunista.
Guardo ai Suoi doni, a cosa può fare per me, continuo a chiedere. 
Guardo a cosa contengono le mani.
Ma a Lui, veramente, guardo mai?
Godo di Lui in quanto Persona, per quello che è, che fa, che ha fatto, che cerca, che chiede, che spiega, che domanda? o solo per quello che offre?
Lui lo amo veramente o è bello, esaltante, piacevole averlo come Dio per tutto quello che promette?
Sono felice di appartenere a Lui o è comodo ripetermelo?

venerdì 13 aprile 2012

Salmo 49

Personalmente, ritengo questo Salmo chiaro, tonante, evidente.
E' Dio che parla, si deve prestare attenzione!!!!


Parla il Signore, Dio degli dei,
convoca la terra da oriente a occidente.

Da Sion, splendore di bellezza,
Dio rifulge.

Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.

giovedì 12 aprile 2012

Il dolore del lutto


La morte è sempre illogica. 
La fede, pur se aperta a una nuova dimensione di vita dopo la morte, non annulla il dolore di una perdita. 
Inutile illudersi. 
Quando si soffre, si piange e basta. 
Si spera che quel momento passi via presto. 
Lo scriveva Edith Stein: “Quando i chiodi trafiggono le tue mani, senti solo dolore”. 
La resurrezione con le sue conseguenze arriva dopo. 
Non spetta a noi decidere quando.


Carmelitani Scalzi

Scritta nello scudo carmelitano
“Zelo zelatus sum pro Domino Deo exercituum”
(Ardo di zelo per il Signore Dio degli eserciti).


Mia opinione: bellissimo.

L'avvelenamento


Ma siamo sicuri che il frutto proibito è stato mangiato una volta e poi basta?
Non è che ogni giorno arrivano camionate di frutti proibiti, bellamente ce ne ingozziamo ed, ubriachi, girovaghiamo per il mondo?
E la disintossicazione è caldamente sconsigliata da amici, conoscenti, familiari, ma ubriachi come me?
Mmmm.....
Tutto questo nutrirci di informazioni su cosa è giusto, ognuno per la sua parte, cosicchè a nessuno è concesso l'insieme per giungere ad un verità che sia tale a prescindere dal singolo, vuoi per mancanza di tempo, per mancanza di intelligenza, per difficoltà nel reperire fonti affidabili, per mancanza di obiettività, per piccolezza creaturale .... a me pare pura e semplice disgregazione.
Ma chissenefrega del mio io da rivendicare di fronte a chicchessia.
Io non sono nessuno e non voglio essere nessuno.
Vorrei annegare nel Cuore di Gesù, questo voglio.
La libidine dell'amore ardente, rigenerante, totalizzante, assolutizzante, vivificante. Questo voglio.

La battaglia

Io sono cresciuta amando Vin Diesel, BladeRunner, Matrix, Tom Clancy.
Mi piace l'idea della lotta, il sentirmi guerriera.
Mi rende facile le cose capire dove è il bene e dove il male.
Ma tutto è grigio e offuscato. 
Le cose chiare di ieri, non esistono più oggi.
E mi rendo conto che non ho neanche idea della battaglia che si sta combattendo sul terreno della mia anima. Non ne ho idea, ma mi fido, anzi sono certa, di quanto mi è stato detto e mi viene detto all'interno della Chiesa.
La guerra è già vinta da Gesù, il Figlio di Dio, ma Dio Padre pensa, vuole, ama ognuno di noi fino alla fine dei tempi, quindi fino a che l'ultimo sarà nato il tempo scorrerà in avanti.
La ritirata del nemico è la cosa a cui porre attenzione: un pò come i tedeschi nella seconda guerra, nel viaggio verso casa loro misero a ferro e fuoco tutto ciò che incontrarono.


Testimoni di ieri - Eleazaro

Ieri sera, mentre cucinavo, come mio solito ero sintonizzata su Radio24.
Ammetto che mi piace la vivacità di Cruciani e sopporto molto meno la rigidità intellettuale di Parenzo, convinto di avere il possesso della verità. Mah.
Comunque, tornando a ieri sera, in un'intervista ad un deputato autodefinitosi cattolico praticante, a domanda specifica: "Cosa dice se vede due omosessuali baciarsi per strada?" ho sentito questa risposta:" Ognuno è libero di vivere la propria sessualità come meglio crede, anche baciando per strada una persona del suo stesso sesso".
Ora, la ragione, l'etica morale, la professione della Verità di un cattolico praticante, dove sono? 

mercoledì 11 aprile 2012

Ss Vergine Maria - San Luigi Maria Grignion de Montfort

Come nella generazione naturale e fisica c'è un padre ed una madre, così nella generazione soprannaturale e spirituale c'è un padre che è Dio e una madre che è Maria. Tutti i veri figli di Dio e predestinati hanno Dio per padre e Maria per madre; e chi non ha Maria per madre non ha Dio per padre 
Per questo i reprobi, come gli eretici, gli scismatici, ecc., che odiano o considerano con disprezzo o indifferenza la santissima Vergine, non hanno Dio per padre - anche se se ne vantano -, appunto perché non hanno Maria per madre. 
Se l'avessero per madre, l'amerebbero e onorerebbero come un autentico figlio ama naturalmente ed onora la madre che gli ha dato la vita.


Il segno infallibile e inequivocabile per distinguere un eretico, un uomo di cattiva dottrina, un reprobo da un predestinato, è che l'eretico e il reprobo hanno solo disprezzo o indifferenza per la santissima Vergine e si studiano con le loro parole ed esempi di diminuirne il culto e l'amore, apertamente o di nascosto, talvolta sotto speciosi pretesti.

(punto 30, «Trattato della vera devozione a Maria» di San Luigi Maria Grignion de Montfort)

Testimoni di oggi - Shahbaz Bhatti


"Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia.



Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti, nel sacrificio, e nella crocifissione di Gesù. Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa. Le spaventose condizioni in cui versavano i cristiani del Pakistan mi sconvolsero. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico.



Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa: «No, io voglio servire Gesù da uomo comune»".




Il Fuoco e il legno - Ugo di San Vittore


Quando il fuoco attacca il legno verde, si sprigiona dapprima un denso fumo: a stento tra le sue spirali si vedono alcune fiamme. 
Ma, a poco a poco, l'umidità si consuma, il fumo diminuisce, la fiamma vittoriosa si mostra correndo di qua e di là; essa circonda il legno che crepita e che sembra ancora lottare, lo penetra, lo trasforma, comunicandogli la sua stessa natura. 
Tuttavia la combustione prosegue e in breve tempo, il legno non è più legno, è divenuto fuoco esso stesso; allora il crepitìo cessa, non si sprigionano più le scintille ed il fuoco divorante, non trovando più davanti a sé un elemento estraneo che gli resista, completa la sua opera di assimilazione nella calma e nel silenzio. 
Il cuore ancora sensuale è simile al legno verde. 

Miracolo in Ungheria

Al tempo del blocco sovietico in Ungheria, una maestra di scuola, atea, non vedeva di buon occhio la religione cattolica e, tanto meno, approvava che alcuni di loro, prima di recarsi alla scuola, passassero in Chiesa a fare la Comunione.
Li aveva tutti identificati e li maltrattava come pecore nere da raddrizzare.
In particolare Angela, una bimba di 10 anni, che chiese al Parroco di darle la Comunione ogni mattina.
Lo stesso Parroco era titubante perché temeva la reazione della maestra, ma Angela disse: "Non importa se sono maltrattata a scuola, Gesù ha certo sofferto più di me, quando gli sputarono addosso".
Un giorno la maestra volle fare un gioco crudele con la speranza di eliminare quella che lei chiamava la fede inutile che infestava la scuola.

martedì 10 aprile 2012

L'uomo che cammina, Christian Bobin


Cammina. 
Senza sosta cammina. 
Va qui e poi là. 
Trascorre la propria vita su circa sessanta chilometri di lunghezza, trenta di larghezza. 
E cammina. Senza sosta. Si direbbe che il riposo gli è vietato.
Quello che si sa di lui lo si deve a un libro. 
Se avessimo un orecchio un po' più fine, potremmo fare a meno di quel libro e ricevere notizie di lui ascoltando il canto dei granelli di sabbia, sollevati dai suoi piedi nudi. 
Nulla si riprende dal suo passaggio e il suo passaggio non conosce fine.

Confessione

Quando ero piccola, mia mamma, per farmi capire la necessità dell'ordine e della pulizia personale,
mi raccomandava sempre: biancheria intima pulita ed in ottimo stato.
Sai, può succedere qualsiasi cosa...
Come ogni altro elemento di educazione infantile, esso è stato perfettamente assimilato.
Mi dico: se provo rispetto per gli altri e per me stessa mettendomi in ordine "fuori",
partendo dalla probabilità di accadimento di un evento futuro che influenza il mio presente,
perchè non metto in un piano almeno uguale la pulizia e l'ordine "interno", tramite confessione? 
Può succedere qualsiasi cosa, anche trapassare, non solo fine all'ospedale!!

Due gemelli, Klaus Berger


Avvenne che in un grembo venissero concepiti due gemelli. 
Passavano le settimane e i bambini crescevano. 
Nella misura in cui cresceva la loro coscienza, aumentava la gioia:
"Di', non è fantastico che siamo stati concepiti? Non è meraviglioso che viviamo?".
I gemelli iniziarono a scoprire il loro mondo.
Quando scoprirono il cordone ombelicale che li legava alla madre dando loro nutrimento, cantarono di gioia:
"Quanto grande è l'amore di nostra madre che divide con noi la sua vita stessa!".
A mano a mano che le settimane passavano, però, trasformandosi poi in mesi, notarono improvvisamente come erano cambiati.
"Che cosa significa?" chiese uno.
"Significa", rispose l'altro, "che il nostro soggiorno in questo mondo presto volgerà alla fine" 
"Ma io non voglio andarmene", ribattè il primo, "ma forse c'è una vita dopo la nascita!".
"E come può essere", domandò il primo, dubbioso, "perderemo il nostro cordone di vita e come faremo a vivere senza di esso? E per di più altri prima di noi hanno lasciato questo grembo e nessuno di loro è tornato a dirci che c'è una vita dopo la nascita. No, la nascita è la fine!".
Così uno di loro cadde in un profondo affanno e disse: "Se il concepimento termina con la nascita, che senso ha la vita nell'utero? E' assurda. Magari non esiste nessuna madre dietro tutto ciò"
"Ma deve esistere", protestò l'altro, "altrimenti come avremmo fatto a entrare qua dentro? E come faremo a sopravvivere?"
"Hai mai visto nostra madre?", domandò l'uno, "Magari vive soltanto nella nostra immaginazione. Ce la siamo inventata, perché così possiamo comprendere meglio la nostra  esistenza".
E così gli ultimi giorni nel grembo della madre furono pieni di mille domande e di grande paura.
Infine, venne il momento della nascita.
Quando i gemelli ebbero lasciato il loro mondo, aprirono gli occhi.
Gridarono. 
Ciò che videro superava i loro sogni più arditi.